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mercoledì 27 novembre 2019

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: Il contorsionista

Tutto è buio. Si apre il sipario. Solo una luce, un occhio di bue, illumina il presentatore al centro della scena. Il presentatore sono io. Benvenuti, signore e signori, a questa magnifica serata di spettacolo, qui al Circo Polare Artico, un circo dove non puoi sbagliare niente altrimenti vieni freddato dalle belve che vi presentiamo oggi. Sono animali feroci particolari, piccoli, ma dai pochi denti aguzzi e non hanno paura di niente (a parte quando qualcuno compare all’improvviso davanti alla loro faccia). Stasera, in esclusiva solo per voi, vi delizieremo con il nostro ultimo mirabolante spettacolo. Date il vostro caloroso benvenuto al nostro miglior contorsionista che si esibirà affrontando le belve feroci. CLAP-CLAP-CLAP (applausi dal pubblico). Iniziamo subito con un numero di riscaldamento. Fate entrare le belve. OOOH (stupore dal pubblico all’ingresso dei bambini sul palco). Ora il nostro contorsionista dormirà in bilico sul bordo del letto matrimoniale per far spazio ai sui figli. TA-DA (il numero riesce). Continuiamo, signore e signori con una serie di due esercizi: il nostro contorsionista starà in ginocchio o seduto sui talloni per tutta la durata della festicciola, bevendo solo bibite analcoliche e resistendo all’attacco dei mocciosi che gli sfrecciano attorno da tutte le parti. OOOH. Inoltre, terrà un neonato in braccio dondolando e canticchiando per ore… anche di notte. WOW (pubblico esterrefatto). Proseguiamo lo spettacolo con un classico: il nostro contorsionista prima dormirà per terra affianco al lettino di suo figlio, contorcendosi per dargli la mano e farlo sentire tranquillo, e poi continuerà la nottata in bianco rannicchiato col bambino sul lettino da centoventi centimetri. FIII-FIUUU (fischi d’approvazione del pubblico). Senza dimenticare il braccio bloccato sotto la nuca del bambino che si è ormai addormentato. CLAP-CLAP-CLAP. Ci avviciniamo alla conclusione, ma teniamo il meglio per voi, gentile pubblico. Ora il nostro contorsionista rimarrà schiacciato tra i due seggioloni nei sedili posteriori dell’automobile per tutto il tragitto stradale di centinaia di chilometri. WOW. Infine, signore e signori, l’ultimo esercizio: il più difficile, il più pericoloso. Vi chiedo gentilmente di stare in silenzio per consentire al nostro artista di raggiungere la concentrazione necessaria. TARA-TARA-TARA-TARA-TARA (rullo di tamburi). Il bambino si siederà sulle gambe del suo papà, schiacciandogli accidentalmente i testicoli, per farsi leggere il suo libro preferito. TA-DA, CLAP-CLAP-CLAP, FIII-FIUUU. Incredibile, signore e signori, quello che questo contorsionista riesce a fare. Grazie di essere venuti al nostro circo, speriamo vi sia piaciuto e a rivederci al prossimo spettacolo!

Pyrrhichus: un Silene dalle danze contorte e dall’aspetto di un vecchio, figlio di Pan e di una ninfa.

giovedì 11 aprile 2019

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: el macho


¡Hola! Oggi vi parlo di un uomo vero… certo che vi parlo di un uomo: non avrei mai potuto parlare di una donna, perché oggi va in scena el macho. Sì, avete sentito bene: el macho, solo per voi afficionados del mio blog. Allora, vamos amigos! El macho è un hombre vero e lo si riconosce subito dal modo di vestirsi: camicia bianca aperta davanti che mostri il petto villoso, catene d’oro vistose che mostrino la sua salute economica, cappello da duro che gli nasconda lo sguardo rendendolo misterioso, stivaletti di cuoio che odorino di stalla (attenzione, non che puzzino) come un vero torero. A completare la figura portentosa indossa pantaloni attillati di pelle che però gli stringono le palle. Vorrebbe piangere dal dolore, ma non può. ¿Por qué non può? Perché è un uomo vero e gli uomini veri non piangono. Ora el macho è pronto per uscire nel suo ambiente preferito: il bar, dove c’è la movida e la fiesta. Sì, perché al bar non deve cucinare (sicuramente aiuta a portare le borse della spesa, ma non a cucinare), quella è roba da donne… e le donne non sono veri uomini! Come d'altronde, gli uomini non sono vere donne… altrimenti accudirebbero anche i bambini, ma el macho non ha nessuna intenzione di farlo, perché se no sarebbe una femmina e le femmine non sono… insomma, avete capito! El macho vive a casa con la mamma che credendolo desaparecido non gli prepara la cena a base di paella: un golpe, pensa lui. Allora va al bar dove mangia chorizo e nachos e si beve due litri di sangria per prepararsi alla reconquista. La reconquista delle mujeres (che non era riuscito a conquistare la sera prima… e neanche la sera prima… e quella prima ancora). Strano però, ¿perché allora al bar tutti parlano delle sue doti da matador? Porque el macho ha una reputazione da conquistador da mantenere nella sua corrida e non bada a spese quando si tratta di decantare conquiste mai avvenute. ¿Claro? Dopo essersi vantato ancora un po’ da vero pallone gonfiato, cambia discorso, passando ad argomenti culturalmente più elevati: fighe gonfiate e pallone. Nel mezzo di una risata sguaiata però si interrompe perché si aprono le danze, a suon di salsa y merengue. Lui odia quelle canzoni, ma gli hanno detto che si cucca un casino e allora ci si lancia a pesce. Si sistema i capelli perfettamente impomatati, punta una che respiri e… olé! Avvinghia la mal capitata e la costringe a un paso doble, dove le calpesta i piedi ogni doppio passo. Alla fine parte una bachata, ma non una limonata. La ragazza infatti sguscia via scivolando sul sudore e il gel de el macho ed è salva. ¡Ay caramba! Neanche oggi c’è stata la revolución. Tutta questa repressione di emozioni l’ha reso ridicolo, ma lui non prova vergogna… e pensare che el macho non è neanche spagnolo. ¡Adios!

Priapo: dio agreste della potenza maschile

venerdì 22 febbraio 2019

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il maleducato moderno

Mi avete proprio stufato con queste buone maniere. No, non perdo tempo a salutarvi e presentarmi. Capirete da soli con chi avrete a che fare oggi. Dopodiché sparirò per mesi e mi farò vivo solo quando interessa a me e quando mi farà più comodo, magari per chiedervi un favore o un prestito.  Non provate neanche a cercarmi via telefono o via computer perché tanto non vi risponderò né ai messaggi, né alle e-mail e quantomeno a Facebook. Se poi mi chiamate al cellulare, vi metto giù senza neanche rispondervi. Non ho tempo per voi, mi spiace. Sono troppo busy a skrivere kommenti e post su qualsiasi argomento mi passi per la testa senza ke io abbia, you know, nessunissima konoscenza o esperienza a riguardo… perché skrivo con la k e non con la c e uso parole straniere senza motivo nel mezzo del discorso? Ma perkè sono molto più fiko e cool di voi sfigati! Quando sono sul computer, scrivo sempre valanghe di fottutissimi insulti a tutti gli stronzi e le merde di prima categoria che osano rompermi le palle andando contro le mie cazzutissime opinioni. Attacco sempre personalmente quel coglione che scrive e non l’opinione che il coglione di turno ha scritto. Ovviamente sono sempre ben protetto da quel cazzo di schermo grazie all’anonimato di un minchiosissimo soprannome di sta fava. Scherzate? Non oserei mai dire le cose in faccia alla gente… è da perdenti! CHE COSA? PENSATE CHE QUESTO COMPORTAMENTO SIA SBAGLIATO? NON VI PIACE QUELLO CHE STO SCRIVENDO E NON VI PIACE NEANCHE CHE FACCIA LA VOCE GROSSA CON VOI? Beh è ovvio che la pensiate così: d’altra parte che c’è da aspettarsi da dei fascio-catto-ateo-comunisti come voi? Insomma, ormai lo avete capito: sono un maleducato moderno. Uso tecniche nuove, più raffinate, on-line, ma la sostanza non cambia: resto sempre un maleducato. Andate a quel paese!

Eunomia: dea del buon ordine e della corretta condotta legale.

mercoledì 28 novembre 2018

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il web designer

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   <title>Breve storia del web designer</title>
</head>
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<h1> EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il web designer.</h1>
<div id=”paragraph”>
<p>Per il web designer le altre persone sono utenti. Ogni volta che interagisce con gli utenti pronuncia sempre (sempre!) l’acronimo accatiellemme, che non è una parolaccia, ma un segno di riconoscimento e un saluto amichevole. <br>
Usa sempre la <head> prima di compiere le sue azioni e ci mette sempre anima e <body> in tutto quello che fa. I suoi titoli (di studio), infatti, iniziano con l’<h> di high school, seguiti poi da numeri di grandezza inversamente proporzionale alla loro importanza.<br>
I suoi discorsi sono paragrafi con la <p>, non maiuscola, ma tra minore e maggiore. È sempre un po’ frustrato perché nei suoi <p> deve dire un sacco di cose, ma solo una parte di esse sarà visibile agli utenti. Inoltre, usa termini un po’ particolari nei suoi <p> e a volte non è facile stargli dietro.<br>
Per esempio, per mostrare le sue cose, fa un sacco di riferimenti <a> oggetti, persone, fatti e siti internet nei suoi <p> perché ci tiene sempre a fare bella <img> di fronte agli altri. È  molto preciso e ci tiene molto a inscatolare tutto in <div>ersi contenitori che raccolgono tutti i suoi <h> di studio, le sue <a> e i suoi bei <p>.<br>
Come avrete notato, è molto <br>avo ad avvisare tutti quando ritiene sia importante andare a capo nei suoi <p>,<br>
anche se nessuno dei suoi utenti gliel’ha chiesto. <br>
Infine ha sempre questo maledetto vizio di finire tutto ciò che dice o fa con una barra obliqua /. </p></div>
<h2>Questo pezzo vi è sembrato strano, incomprensibile e soprattutto noioso?</h2>
<p>Non lamentatevi qui, ma aspettate la parte sul CSS dove vi racconterò dello stile del web designer!</p></div>
<footer>Temi: Titanessa della legge divina e dell'ordine.</footer>
   </body>
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mercoledì 3 ottobre 2018

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il petomane


Questo personaggio è anche detto, volgarmente, lo scorreggione. Questo personaggio rilascia con impeto dei peti ovunque si trovi e in qualsiasi momento. È un attento osservatore dell’ambiente esterno ed è sempre in agguato, pronto a piazzare una flatulenza nel punto e al momento giusto. Ogni scusa è buona per mollarla, passando inosservato, senza che nessuno sappia chi sia il colpevole. Per farlo sfrutta moltissimi stratagemmi saggiamente sviluppati e ampiamente sperimentati sul campo. Approfitta, dunque, della folla in metro, quando la puzza si diffonde a macchia d’olio e ci sono troppi sospettati per risalire al responsabile. C’è poca gente e si trova in un luogo chiuso quali uffici e/o classi scolastiche? Aspetterà che qualcuno pulisca i vetri o lo stridere di un gesso alla lavagna per mascherare il rumore prodotto dal peto. Si trova invece all’aria aperta con della gente vicino? Se fosse solo, non avrebbe alcuna remora, ma con altri vicino è costretto a usare altre tecniche sopraffine: aspetta di passare vicino a un cantiere di lavori in corso, preferibilmente dove stanno usando un martello pneumatico o meglio ancora se i lavori riguardano il rifacimento di una fogna cittadina. In mancanza di cantieri chiassosi, trova il timing perfetto per coordinare il rumore del suo scarico con quello di una moto di passaggio. Se pensate che l’arrivo di figli piccoli lo porti ad assumersi le sue responsabilità e comportarsi da adulto, vi sbagliate. Non c’è niente di meglio per un petomane professionista che avere figli ancora in età da pannolino per scaricare a loro tutte le colpe per eventuali odori sgradevoli rilasciati nell’ambiente circostante. A questo punto della narrazione è bene far notare che a un lettore superficiale potrà sembrare che io scriva questo pezzo per esperienza e conoscenza personale diretta e, in effetti, non avrebbe tutti i torti… ma (il più delle volte) come vittima più che carnefice, quando giro per la città. Questo mi ricorda un’altra tecnica, quella di incolpare gli altri: dopo avere strombazzato, basterà agitare la mano davanti al naso, indicare il vicino di posto e ridacchiare divertiti per attirare la complicità degli altri (ricordate però che potrete smascherarlo citando il vecchio motto “la prima gallina che canta ha fatto l’uovo”). Infine, il petomane ha sempre la carta della faccia tosta: mollarla e con non-chalance far finta di niente. Insomma, come avrete capito, il personaggio di oggi lascia sempre il segno: è un ninja del meteorismo che passa silenzioso e non si fa vedere… ma si fa decisamente sentire.

Arpie: spiriti alati che comandano i colpi di vento e le folate improvvise.

mercoledì 27 giugno 2018

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il malato

Per il malato le giornate sono lunghe, lunghissime. Si sveglia la mattina presto dopo una notte insonne e il cervello gli rimbalza nella scatola cranica come se fosse una palla da basket. I muscoli gli fanno male come durante una sessione di pesi. Sente le fitte allo stomaco come se fossero dei giavellotti. No, oggi è meglio non fare sport. Il malato, allora, sta a casa e si ributta a letto. Dorme fino alle dieci, poi prova ad alzarsi, ma la gravità è una brutta bestia e lo lascia inerme tra le lenzuola calde. E allora che si fa? Decide che è finalmente arrivato il momento di riprendere il libro che ha da troppo tempo sul comodino: legge duecento pagine, quando di solito ne riusciva a leggere massimo trenta, e incredibilmente finisce il libro. Intanto è già ora di pranzo. Si fa un riso in bianco, pasteggiandolo con acqua di ottima annata, frizzante all’occorrenza, se ci si scioglie dentro un’aspirina. Mentre mangia, gli parte un attacco di tosse ed è costretto ad andare in bagno per sputare il catarro nel lavandino. Si guarda allo specchio: ha una brutta cera e ha la gola in fiamme. Si sente più una candela che una persona. Si misura la febbre: è salita alla vertiginosa soglia dei trentasette e cinque. “Riuscirò a tornare quello di prima?” Pensa disperato. “Sopravvivrò a questa influenza stagionale?” Per evitare il pensiero torna a dormire, non prima di aver letto altre duecento pagine… dello stesso libro di prima perché sdraiandosi a letto, si è dimenticato di prendere un nuovo libro dallo scaffale e ora non ha più la forza di rialzarsi. Legge dunque, poi si stufa, fa le parole crociate, sonnecchia, guarda la televisione, poi legge ancora, ma non ce la fa più ad andare avanti con lo stesso libro di prima e decide di alzarsi. Con un gran mal di testa si avvicina allo scaffale e legge i titoli: tutti quei Libri danno inquietudine, scegliere è un Processo difficile, si sente un Miserabile con molti dolori alle giovani Vertebre a causa dell’ultima Notte in bianco, però, con Orgoglio e giudizio, sceglie di Malavoglia un testo. Lo legge fino a ora di cena. Una minestrina riscaldata gli tiene un’allegra compagnia. Dopo cena si guarda una puntata della sua serie preferita. Ne guarda un’altra, poi un’alta e un’altra ancora. Al dodicesimo episodio stramazza al suolo esausto e si addormenta. Il giorno dopo si sente un po’ meglio, pensa che la malattia sia passata, e allora esce, va al lavoro, ma a metà giornata sta peggio di prima: è la ricaduta, domani sarà un’altra giornata lunga, lunghissima.

Acheso: dea della guarigione delle ferite e della cura delle malattie.

mercoledì 9 maggio 2018

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: la truccata

Quant’è bella! Impeccabile nell’aspetto e nella cura; perfetta in ogni linea del volto, in ogni ciocca di capelli, in ogni curva del corpo. In piedi davanti allo specchio del bagno, questa strabiliante donna si ammira in tutto il suo splendore. Quante conquiste avrà fatto in discoteca e quante invidie avrà richiamato tra le altre donne? Poco importa ora, però, che è a casa sua al sicuro da occhi indiscreti: ora è il momento di prepararsi per la notte. Comincia a togliere strati di fard, cipria, fondotinta e primer (in ordine inverso di applicazione): la giovane donna ha già dimezzato il suo peso iniziale. Poi passa alla rimozione della matita attorno agli occhi e con gli scarti una ditta di pastelli ci campa per mesi. Ora tocca al mascara (o rimmel): ce n’è talmente tanto che De Gregori avrebbe potuto scriverci un album intero e non solo una canzone. Poi il rossetto, raccolto in un cappuccetto di lana (“Che bocca grande che hai”, “È per truccarmi meglio!”). In seguito è il turno della rimozione delle lenti a contatto blu, la coda, le ciglia e le unghie finte: un festival di fibre sintetiche e acrilico. Poi si slaccia Il reggiseno e con l’imbottitura ne ricava un omino Michelin. Infine slega Il bustino dell’addome provocando un effetto rovinoso come fece Sansone nel palazzo dei Filistei. Intanto lo scavo archeologico prosegue e continuando a togliere materiale dalla faccia, la donna ritrova, nell’ordine di apparizione, una falda acquifera, un giacimento di petrolio e cocci d’anfore dell’antica Roma. Scavando più a fondo trova sedimenti minerali, rocce vulcaniche e il letto di un fiume preistorico ormai prosciugato (il momento di andare a letto è invece ancora lontano per lei). Tra i siti n450 e b00cc4 c’è l’importante ritrovamento di alcuni rudimentali utensili risalenti all’homo habilis, dei frammenti di zanne di mammut del Pleistocene e persino dei fossili di trilobiti del Cambriano. Infine, veramente infine, rimosso l’ultimo strato di magma, c’è… che c’è? La faccia? No, c’è solo una foto bidimensionale… o meglio, è la pagina di copertina di una rivista di “bruttezza” raffigurante una modella dal volto triste, ormai costretta a esasperare i canoni di bellezza per non perdere la faccia nella società moderna.

Afrodite: la dea dell'amore, della bellezza, della generazione e della fertilità.

mercoledì 21 marzo 2018

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il serioso

Se pensate di farvi una risata avete sbagliato rubrica. Cambiate pagina, leggete un pezzo precedente o aspettate il prossimo, ma non leggete questo pezzo se volete ridere.  Se invece siete persone serie, pacate e responsabili, allora siete nel posto giusto e soprattutto vuol dire che siete come il personaggio che vi presento: il serioso. Allacciate le cinture (e ci mancherebbe che vi prendiate il rischio) e preparatevi a questa disanima ponderata e coscienziosa.
Il serioso non fa mai dello spirito perché è rimasto al tempo del proibizionismo quando era ancora illegale produrre alcolici nello scantinato di casa. Il serioso segue pedissequamente l’antica locuzione latina “il riso abbonda sulla bocca degli stolti” (risus abundat in ore stultorum) e per questo mangia solo ed esclusivamente pasta a pranzo e cena. Il serioso non fa nessuna burla agli amici, al massimo fa qualche scherzetto da prete, perché ha pur sempre un’accezione religiosa e quindi solenne. Quando va al cinema o semplicemente davanti alla televisione, il serioso piange alle commedie e ride alle tragedie (ah no, quello è lo psicopatico… il serioso non ride mai, giusto!) A dire il vero, qualcosa c’è cui il serioso accenna un mezzo sogghigno: la parte scura dello humour nero. Il serioso non prende mai le cose alla leggera ed è per questo che si allena ai pesi ogni giorno, assumendo una buona dose di responsabilità in pillole. Il serioso fa proprio tutto sul Serio, il fiume che scorre nelle provincie di Bergamo e Cremona, dal lavaggio dei panni al versamento d’inchiostro. Il serioso non perde tempo a leggere le stupidaggini di questo blog… ma ormai ha probabilmente letto fino a questo punto e l’ho fregato!
Ora, però, facciamoci seri perché vorrei farvi un monito: se nel remoto caso questo pezzo vi sia piaciuto, non ridete! Non osate farlo! Non cercate di contrarre i muscoli zigomatici e gli altri dieci muscoli coinvolti, non inarcate le sopracciglia, non lasciatevi andare al benessere della risata, non rilassate la mente al gioco e allo scherzo perché il serioso è sempre attento e pronto a fulminarvi con uno sguardo bieco, a zittirvi con un dito davanti alle labbra e a redarguirvi con un mugugno. Ridete però in compagnia, gioite in gruppo, rallegratevi con gli altri, perché solo uniti sconfiggerete il serioso!

Acli: spirito della notte eterna o nebbia della morte, personificazione della tristezza e della miseria. 

martedì 6 marzo 2018

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il venduto

Venduto! Per tutte le balle che si beve dai politici e dai venditori di fumo (credi invece solo a me che ho la Verità assoluta).
Venduto! Per tutte le informazioni su se stesso e sugli altri che regala a Facebook (a proposito, metti il like nella pagina del blog da Strapazzo).
Venduto! Per tutte le volte che sceglie un prodotto influenzato dalla pubblicità in tv o su internet (se apri un blog scegli Blogger che è meglio).
Venduto! Per tutte le volte che si fa una tessera fedeltà in un negozio (per poi essere infedele facendo un’altra tessera in un altro negozio).
Venduto! Perché non s’interessa del marciume del mondo, basta che il campionato di calcio vada avanti (e speriamo che l’Udinese si salvi altrimenti sai che depressione).
Venduto! Perché lavora gratis più di quello che viene pagato, per esempio oltre l’orario consentito (se avessi voglia di finanziare il mio blog che non ha introiti, saresti il benvenuto).
Venduto! Per tutte le volte che si conforma seguendo pedissequamente le regole che la società gli impone (scusa, mi son dimenticato di invitarti al mio matrimonio perché ero troppo impegnato a leccare il culo al mio capo per avere una promozione e potermene vantare con gli amici).
Venduto! Perché crede che la democrazia moderna gli dia la possibilità di vedere le sue idee portate avanti (…e non dimenticarti di votare per Soup Opera).
Venduto! Per tutte le volte che impulsivamente compra un prodotto esposto sapientemente vicino alla cassa dei supermercati (lascia che ti permetta di portare a casa quest’ultimo messaggio prima di concludere…)
Venduti! Perché… perché lo siamo tutti.

Telsinoe: musa che affascina la mente.

martedì 19 dicembre 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il falso fatalista

Di fronte a molte scelte, specialmente a quelle più difficili, il falso fatalista si affida al caso. Il processo aleatorio nelle scelte importanti della vita di questo personaggio non sempre, però, lo lascia del tutto convinto. Vediamo dunque come questo personaggio stocastico agisce in una difficilissima scelta come quella, per esempio, di abbandonare il suo lavoro sicuro per dedicarsi al cento per cento all’arte della scrittura. Arrovellato nei pensieri, decide di affidarsi al lancio di una monetina. Un lancio solo, secco: se esce testa, si licenzia, croce resta. Lancia la moneta e… testa. Oh… quindi lascerà il lavoro! No, dai, non affrettiamo le conclusioni. Decide per andare al meglio di tre… lancia di nuovo e… testa! Ah, testa di nuovo? Hm… facciamo al meglio di cinque, va'.  Quindi lancia ancora e… croce! Sì! Croce: è uscito croce! Il fato ha voluto che uscisse croce, quindi non si licenzierà e non lascerà il lavoro! Dovrebbe lanciare di nuovo, ma a che cosa servirebbe? Meglio cambiare sistema. Apre allora una pagina a caso del libro che sta leggendo: se esce un numero dispari lascerà il lavoro, se esce un numero pari no. Apre il libro ed esce la pagina 37: è deciso, basta col solito lavoro! Aspetta un momento… ma 3 + 7 è uguale a 10 che è un numero pari, quindi non lo lascerà! Però, 1 + 0 è uguale a 1 che è dispari, quindi lo lascerà. Così è deciso! Mah, davvero? Si licenzierà? È uscito il 37 solo perché ha guardato la pagina destra… e se avesse guardato la pagina sinistra? Sarebbe uscito il 36! Hm, forse è meglio provare sfogliando i petali di un fiore. Sì, decisamente. Il falso fatalista cammina su un prato fiorito (precedentemente chiamato campo minato, probabilmente a causa delle insidie che una tale decisione comporta), raccoglie un fiore e comincia a togliergli un petalo alla volta: si licenzia, non si licenzia, si licenzia, non si licenzia, si licenzia, non si licenzia e… si licenzia! Alla fine andrà così? Non credo: un paio di petali erano attaccati e casualmente il nostro personaggio ha strappato più di un petalo alla volta. Inoltre il fiore scelto era una primula bianca e non una margherita come da tradizione. Quindi la conta non vale. Ormai il prato è lontano e non ha senso tornare indietro per raccogliere un nuovo fiore. Forse è meglio lanciare una monetina. Un lancio solo, secco…

Aisa: personificazione di sorte e destino.

mercoledì 13 dicembre 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: lo stitico

Hmmm… hmmm… niente! Mi sforzo, ma non riesco. Ci riprovo…
Hmmm… no, proprio no! Potrei stare qui delle ore ma non mi esce!
Hey, ma cosa avete capito? Parlavo di questo pezzo, nello specifico di questo primo paragrafo che non mi esce dalla testa, che non riesco a scrivere. Sempre maliziosi voi lettori! E va bene, se proprio ci tenete, parlerò della cacca… o meglio dell’assenza della cacca. Sull’argomento ci hanno scritto numerosi saggi, riferimenti in testi letterari (Milan Kundera ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere”), canzoni (“Sogno-B” di Daniele Silvestri), cartoni (il personaggio “Mr. Hankey” in South Park) e opere d’arte (“Merda d’artista” di Piero Manzoni). Inoltre la cultura poop-olare ne ha dedicato parolacce, aforismi, modi di dire, proverbi, metodologie d’invettiva, insulti, esclamazioni di rabbia, stupore e disappunto. Insomma, in poche parole, che si voglia o no, la cacca è sempre sulla bocca di tutti (scusate per l’immagine poco edificante), ma non è, purtroppo, sempre nel water di tutti (o quantomeno non sempre a intervalli regolari). Mi sto ovviamente riferendo allo stitico (N.d.A., questo personaggio non riguarda tutti, ma solo alcuni, per cui sentitevi liberi di saltare questo pezzo o di non cagarlo proprio). Ogni mattina, con un bagaglio carico di prugne, fibre, caffè e mannitolo, il costipato parte per il suo viaggio della speranza. Il suo obiettivo è raggiungere il tanto agognato gabinetto per riuscire a sconfiggere la stipsi. I nemici sul suo percorso sono la rottura delle routine, la sedentarietà, il troppo relax e la lontananza dal proprio bagno di casa. Per batterli e vincere la battaglia finale, lo stitico è sempre pronto a cogliere l’attimo in qualsiasi momento della giornata. Vive in un perenne stato d’allerta e non mancano certo le corse immediate al bagno che si rivelano invece dei deludenti falsi allarmi. La sua dedizione e impegno, però, prima o poi sono premiati e lo stitico alla fine, dopo molti tentativi, dopo giorni d’attesa, ottiene la sua liberazione corporale per raggiungere uno stato celestiale. La vittoria è festeggiata con l’inno alla gioia che parte dalla tavoletta del water e si diffonde in tutto il palazzo, passando sotto le porte e tutti gli interstizi della casa, perfettamente udibile in tutto il vicinato.

p.s.: se questo pezzo non vi è piaciuto o addirittura vi ha fatto cagare, sono contento lo stesso perché almeno avrà avuto il suo scopo!

Moros: spirito del destino inevitabile.

venerdì 24 novembre 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: l’allergico

Attenzione: questo pezzo potrebbe contenere tracce d’ironia.
Questo personaggio mitologico è allergico a tutto. Qualche allergia è purtroppo genetica (e non ci si può fare niente), altre sono acquisite con l’esperienza (e qui qualcosa si può fare). Ma andiamo a sviscerare le viscere di questo personaggio viscerale. L’allergico vede la tavola imbandita come un campo minato a causa delle sue intolleranze alimentari e questo lo incattivisce parecchio nei confronti del mondo che non tiene in considerazione le sue esigenze. Allora che fa? Non diventa più buono come il pane (glutine), la frutta secca lo secca (arachidi e noci), il formaggio gli fa venire il latte alle ginocchia (lattosio), rompere le uova nel paniere può dargli shock anafilattici e prenderebbe volentieri a pesci in faccia tutti i molluschi conchigliati. Come ho scritto sopra, però, il tutto non si ferma alla genetica e questo personaggio, col tempo, si può trasformare anche in una bestia. Non apre un libro a scuola perché è allergico allo studio. Senza un’educazione adeguata diventa allergico all’impegno e sviluppa un’allergia al lavoro. Non fa più palestra, non gioca più a calcio, non corre più perché è diventato allergico all'esercizio fisico. Quindi ozia tutto il giorno e sta seduto sul divano a guardare la televisione. Dopo qualche giorno presenta i primi sintomi di allergia ai programmi italiani (come biasimarlo in questo caso), allergia alla polvere dei mobili e infine, non vedendo nessuno, allergia alle convenzioni sociali. Di conseguenza spacca la tv, butta via tutti i mobili e diventa allergico alle buone maniere e alle pulizie. Ora è dunque solo e non parla più con nessuno. Avrebbe voluto fare molte cose nelle sue giornate ma non può e quindi non fa niente, se ne sta seduto nel vuoto della sua casa e pensa. No, è allergico anche al pensiero! Eee… ciiiiù! Scusate, sono diventato allergico alle stupidaggini che scrivo.

Estia: dea domestica e del focolare, presiedeva alla cottura del pane e all'alimentazione umana.

mercoledì 18 ottobre 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il bugiardo

Prima di iniziare, cari amici, vi voglio spiegare il motivo di questo post. Magari lo faccio più tardi… ve lo prometto! Non preoccupatevi questo post non sarà lungo e il bugiardo mantiene sempre la parola data. Allora, iniziamo raccontando che il bugiardo dice sempre la verità. Non fa mai qualcosa per interessi personali e di lui potete fidarvi, cari amici. Ora vi descriverò il bugiardo in quattro semplici concetti e pochissime parole. Primo, il linguaggio: il bugiardo parla poco ma fa tanto perché a lui piace dire poche cose che siano significative e quindi lascia sempre parlare i fatti per lui e non usa tutte quelle frasi fatte per riempire i vuoti delle sue azioni e quindi parla poco e fa molto, capito? Il bugiardo è anche molto conciso e sintetico e non si perde mai in una sovrabbondanza d’inutili aggettivi. Il bugiardo non cerca mai d’incantare e giustamente lusingare il suo meraviglioso e benamato pubblico di eccellenti lettori e fantastici amici con ammalianti e ossequiosi aggettivi solo per ottenere le loro preziosissime grazie. Il bugiardo non tradisce mai il suo gruppo di lettori imbecilli che non si accorgono di essere presi in giro da lui. Secondo, la vanità: il bugiardo non ingigantisce e non si vanta mai di quello che ha fatto e non andrebbe mai in giro a dire che i pezzi che scrive hanno vinto molti premi tra cui il premio per il colpo della Strega. Terzo, la sfacciataggine: il bugiardo ti guarda sempre negli occhi mentre ti racconta le sue avventure e le sue imprese e si vergognerebbe molto se dovesse raccontare qualcosa d’inappropriato. Il bugiardo, inoltre, non nega mai quello che ha affermato in precedenza e rimane sempre fedele alle sue dichiarazioni e intenzioni: per esempio, aveva promesso di esprimere tre concetti su se stesso? Ebbene tre concetti sono stati… infine, cari amici, è giusto sottolineare come il bugiardo non lasci mai niente d’incompiu… scusate, il bugiardo deve andare, ma torna subito… promesso!

Pseudologoi: dèi o dee delle menzogne.

mercoledì 20 settembre 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: la felinofila

Inizia a raccontare? Si ferma? Inizia! No, non ha più voglia d’iniziare. Allora smette subito… no, no, non avete capito, inizia! Allora… al contrario della maggioranza degli esseri umani, la felinofila dorme molto di giorno ed è invece attivissima di notte. Le sue attività notturne preferite sono ricordare i suoi successi lavorativi e le sue vacanze estive che posta su Facebook come se fossero prede appena cacciate. Lo fa non per suscitare invidie ma per far in modo che gli amici siano orgogliosi di lei. Dopo essere stata al computer, si siede davanti alla finestra a osservare il mondo esterno e riposa. Poi si riattiva e fa dell’esercizio fisico: corre avanti e indietro nel corridoio, si appoggia ai mobili o al letto per flessioni e addominali, salta a piè pari sul davanzale e fa equilibrismo sulla ringhiera del balcone. Non va in palestra perché è pigra e non vuole vedere altra gente (reagisce sempre male quando vede altre felinofile) ma ci tiene alla forma fisica. Quando è stanca, si accascia sopra un libro, un vestito sgualcito o al limite un letto dai bordi sufficientemente alti da farla sentire protetta. Di giorno, quando non dorme, va a trovare il suo compagno: gli fa qualche dispetto graffiandogli il divano dicendo che è una nuova moda Feng shui, gli butta a terra i soprammobili sostenendo che vanno cambiati perché vecchi e lo infastidisce quando lavora al computer perché non ha abbastanza attenzioni. Poi, per farsi perdonare, si fa fare qualche coccola sul divano, ma comincia a mordere e graffiare quando s’infastidisce perché le coccole sono diventate troppe. Poi si fa di nuovo dolce giusto prima di essere servita per cena, ma appena tutto è pronto in tavola, lei si alza e, diventata improvvisamente vegetariana, gli mangia le piante del salotto dicendo che è una nuova dieta ayurvedica. Infine, quando finalmente si dorme nel silenzio e nella pace della notte, la felinofila salta sullo stomaco del compagno e lo sveglia mettendosi faccia contro faccia a pochi centimetri di distanza. Buonanotte, caro!

Kairos: spirito della giusta opportunità.

mercoledì 13 settembre 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il cinofilo

Quando gli dici di iniziare lui inizia, senza controbattere o protestare! Basta che glielo si dica a voce alta e con tono deciso: SI INIZIA! Ecco qua allora… il cinofilo in principio era notturno ma da quando è diventato il miglior amico di se stesso è diventato diurno. Il cinofilo, però, è anche il tuo migliore amico. Se ti capita di invitarlo a casa tua per una tazza di acqua e un pezzo di stinco (il suo piatto preferito) ne sarai soddisfatto perché ti farà un sacco di complimenti, penderà dalle tue labbra per tutto quello che gli racconterai, e se glielo chiedi, sarà molto zelante servendo le pietanze, sparecchiando e lavando i piatti. Ci potrebbero, però, essere anche degli inconvenienti: il suo affetto può a volte essere eccessivo, per esempio abbracciandoti in continuazione, soprattutto dopo essersi sporcati le mani nel fango. Per fortuna ama lavarsi le mani, per poi sporcarsele di nuovo nel fango e rilavarsele di nuovo in un ciclo continuo che termina con la carta igienica bagnata, tagliuzzata in mille pezzi e sparpagliata per la casa. Infine il cinofilo ha suo malgrado un piccolo problema psicosomatico: non riesce a fare la pipì a casa, ma la deve sempre fare fuori nell’erba, su un albero o un palo. Se poi incontra un altro cinofilo per strada son guai perché comincia a innervosirsi e a urlare sempre più forte, facendo a gara di strilli con l’altro. In fin dei conti, però, del cinofilo ti puoi davvero fidare al cento per cento perché ti vorrà sempre bene, farà quello che gli chiedi e se perdi qualcosa, lui te la ritrova… e te la riporta... ancora… e ancora una volta, senza sosta e senza questionare.

Pistis: spirito della fiducia, della buona fede e dell’affidabilità.

mercoledì 9 agosto 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: l’adolescente

16 settembre. Caro diario, oggi ho conosciuto Nick, un nuovo compagno di classe: un ragazzo alto, moro, simpatico e brillante. Ha già molti amici e spasimanti, ma lui ha chiesto solo a me di uscire. Dopo un gelato in centro, lui si è avvicinato e mi ha baciata. Che emozione!
23 ottobre. Caro diario, oggi Nick ed io abbiamo deciso di dire a tutti che stiamo assieme. Che bello l’amore! Spero che duri per sempre.
3 novembre. Caro diario, stasera, mentre Nick ed io tornavamo a casa, ha cominciato a piovere e così ci siamo rifugiati nel suo garage lì vicino. Mentre aspettavamo che smettesse, abbiamo fatto l’amore per la prima volta. È stato dolcissimo e bellissimo.  È stato un momento indimenticabile.
22 dicembre. Caro diario, oggi ho litigato con Nick perché guardava troppo il culo della mia migliore amica Jessica. Poi però lui mi ha portato a un fast-food per fare pace ed io l’ho perdonato.
6 gennaio. Caro diario, ormai le litigate con Nick sono sempre di frequenti. Lui continua a guardare troppo le mie amiche, loro lo lasciano fare e lo provocano…
10 febbraio. Caro diario, stamattina ho letto di nascosto l’sms da una certa Sofia sul cellulare di Nick: “Mi manchi e spero di rivederti presto”. “Rivederti”, capisci? Allora ho chiesto spiegazioni a Nick: lui ha detto che Sofia è solo un’amica. Io non gli ho creduto e l’ho mandato a quel paese!
15 marzo. È passato più di un mese da quando Nick ed io ci siamo lasciati… ed io sto malissimo! Fanculo all’amore! Non mangio più, non dormo più e a scuola va da schifo. Chissà come sta lui?
25 aprile. Stasera ho rivisto Nick. Ci siamo parlati e chiariti. Lui sa di aver sbagliato e mi ha chiesto scusa. Dopo la discussione, l’ho perdonato e ci siamo rimessi assieme. So di poterlo cambiare.
1 maggio. Caro diario, durante il concerto del primo maggio ho perso Nick tra la folla. Dopo un’ora l’ho ritrovato… ma avvinghiato a Jessica, quella troia della mia amica… ex-amica, mi correggo.
18 giugno. Caro diario, oggi è finita la scuola. Ho recuperato in matematica e sono stata promossa a pieni voti. Nick e Jessica (che invece è stata rimandata! Tiè!) sono solo un brutto ricordo lontano.
21 luglio. Caro diario, stasera ho rivisto Jessica. Mi ha offerto una birra e abbiamo parlato. Nick ha tradito anche lei e si sono lasciati. Ne abbiamo riso su assieme come ai vecchi tempi e abbiamo fatto pace. Non ci servono gli uomini: sono tutti stronzi! Mai più ragazzi come Nick!
15 agosto. Caro diario, oggi al mare ho conosciuto Mike, un compagno di squadra a beach-volley: un ragazzo alto, moro, simpatico e brillante. Ha molti amici e spasimanti, ma lui ha chiesto solo a me di uscire. Dopo un gelato sul lungomare, lui si è avvicinato e mi ha baciata. Che emozione!

Dike: spirito della giustizia e della crescita primaverile.

venerdì 7 luglio 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il ciclista

Il ciclista è un personaggio strano che ha avuto una vita strana. La sua vita è sempre stata caratterizzata dalle due ruote. Adorando l’Olanda e tutte le città del Nord Europa, dove l’utilizzo e il rispetto per la bicicletta è molto diffuso e sviluppato, i suoi genitori si trasferirono subito al nord e il nostro ciclista visse ciclicamente tra Amsterdam e Stoccolma per lunghi tratti della sua vita, lavorando come produttore di ciclostili per nostalgici degli anni ottanta. Un giorno, però, la sua vita fu sconvolta da un ciclone di emozioni che si abbatté sulla sua testa. Durante un suo tour da cicloturista, la città era stranamente deserta e non c’era nessuno nel raggio di chilometri. Una ragazza, però, ferma in mezzo alla pista ciclabile, sembrava lo stesse aspettando e lo fermò. Lei le parlò del ciclo di Krebs, lui le regalò un vaso di ciclamini e i due s’innamorarono subito l’uno dell’altra. Poco tempo dopo si sposarono, comprarono un tandem e si trasferirono a Copenhagen, che era una via di mezzo. All’inizio le cose andarono bene, ma col tempo la ragazza cominciò ad avere molti improvvisi sbalzi d’umore anche durante la stessa giornata e ben presto le diagnosticarono la ciclotimia. I sintomi della malattia misero a dura prova il loro rapporto portando ad altri problemi di coppia: dopo che lui prese e curò un herpes simplex con l’aciclovir, sua moglie non lo volle più baciare. Poi lei non volle più fare l’amore con lui usando sempre la scusa di essere nel mezzo del ciclo. Per fortuna, però, la storia è ciclica e dopo qualche mese le cose cambiarono: la ragazza guarì e l’amore tra di loro tornò. Lei ebbe un ritardo nel ciclo e dopo qualche mese nacque un bebè. Tutto finì per il meglio, dunque, e il ciclo della vita continuò… una vita a tratti bella e a tratti dura, per il nostro ciclista, per noi, per tutti... ma che ci dobbiamo fare: abbiamo voluto la bicicletta? E allora pedaliamo!

Polifemo: un ciclope figlio di Poseidone che catturò Odisseo e i suoi marinai.

mercoledì 14 giugno 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il pigrone

Son il fratello minor del dormiglione. Quando lui sta dormendo io son ancor a letto ma nn dormo e passo il tempo a far niente, disteso a letto, poi mi alzo cn calma e vado a stravaccarmi sul divano. X me tutto dev’esser a portata d mano: il tablet (il pc sta troppo tempo ad accendersi… e poi meglio usar il dito ke il mouse), un libro (d poke pag, altrimenti se fosse un mattone nn avrei neanke voglia d’iniziarlo), un telecomando (x tv semplici cn poki canali), un bikiere d’acqua e un tozzo di pan (troppo complicato prepararsi d + da mangiar), un cell (cn lo skermo grande xké nn ho voglia d perder la vista a cercar tutto quel ke mi serve), un pappagallo (nn l’animale… ma l’altro oggetto ke serve x… insomma, avete capito). Ke faccio d giorno? Niente d ke ovvio… xò faccio sempre le stesse cose: visito lo stesso sito internet, leggo la stessa pag del mio libro, guardo lo stesso canale, bevo dal bikiere anke se vuoto, quando finisco il pane, mi mangio le unghie, mando lo stesso sms alla stessa persona cioè me stesso, bevendo poco faccio anke poca pp e quindi son a posto! Xké son così pigro? Nn lo so di preciso… forse x genetica o xké da piccolo i miei e l’ambiente han fatto in modo ke io potessi rilassarmi o forse xké quella volta, 10 anni fa, mi han servito e riverito… mi son spiegato? No? Forse dovrei spiegarmi meglio ma lo faccio un’altra volta…

Qui dovrei scriver 1 figura mitologica ma nn ho voglia d cercar quella ke si adatta d +.

giovedì 11 maggio 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: lo sportivo

Giornata tipo dello sportivo:
6:30 alzarsi dal letto come se fossero addominali;
6:40 fare pipì come se fosse il lancio del giavellotto;
6:45 doccia come se fosse rafting;
7:00 colazione con bicchiere di latte come se (ci) fosse calcio;
7:20 vestirsi casual come se fosse (una) polo;
7:30 al lavoro in bici come se fosse ciclismo (ovviamente);
7:45 su fino al quinto piano senza ascensore come se fosse climbing;
8:00 lavorare come personal trainer come se fosse lavorare come personal trainer;
10:00 correre a consegnare un messaggio invece di spedire un’e-mail come se fossero i 100 metri;
11:30 sentirsi a cavallo dopo aver avuto un aumento dal capo come se fosse equitazione;
12:00 incrociare le posate per un’insalata a pranzo come se fosse fioretto;
13:00 lavorare come istruttore di nuoto come se fosse nuoto (ovvio bis);
13:30 sistemare tutti i raccoglitori di tutti i corsi di nuoto come se fosse sollevamento pesi;
15:00 assistere a un diverbio tra due colleghi come se fosse tennis;
16:00 raggiungere il proprio armadietto tra tutti i ragazzini in piscina come se fosse slalom gigante;
17:00 tornare a piedi a casa dal lavoro come se fosse trekking;
17:00bis-nordico-invernale tornare a casa sulla neve come se fosse sci di fondo;
18:00 fare un’ora di palestra come se fosse niente;
19:00 centrare i vestiti sudati nel cestino dei panni sporchi come se fosse pallacanestro;
19:30 cena tagliando una bistecca con il coltello come se fosse sciabola;
20:00 giocare con i figli come se fosse decathlon;
20:30 cullare il figlio neonato come se fosse lancio del peso (senza lancio però);
21:00 litigare con il partner per decidere chi riordina la tavola come se fosse pugilato;
21:30 riappacificarsi con il partner facendo l’amore come se fosse lotta greco romana;
22:00 bagno rilassante come se fosse nuoto sincronizzato;
22:15 scivolare sotto le coperte come se fosse bob;
22:30 addormentarsi sul proprio letto come se fosse apnea;

Nike: dea della vittoria

giovedì 4 maggio 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: l’insonne

Di giorno potete trovate (anche davanti allo specchio) questo personaggio mitologico che dorme una decina di minuti sul sedile dell’autobus o della metropolitana oppure che si appisola un attimo, tra un battito di ciglia e un altro, davanti al computer o leggendo un libro. Di notte invece lo trovate dritto disteso sul suo letto con gli occhi ben spalancati e due belle occhiaie di contorno. In poche parole: assonnato di giorno, insonne di notte. Questo è dunque il suo tipico problema e purtroppo non ci si può fare molto, nemmeno dormirci sopra. Che fare allora? Chiedendo in giro, informandosi su internet, ottenendo costose consulenze mediche o semplicemente andando per tentativi ed errori, l’insonne ha redatto una lista di consigli per tutti i suoi simili: leggere libri (possibilmente noiosi… possibilmente di Proust), mettere un piede fuori dalle coperte (possibilmente senza calzino… possibilmente non lavato), girovagare per casa (possibilmente in ciabatte… possibilmente senza pezzi di lego sparsi sul pavimento), guardare il cellulare (possibilmente un sito noioso… possibilmente questo blog), guardare la tv (possibilmente un dibattito politico… possibilmente con le cuffie), scrivere un diario (possibilmente con carta e penna… possibilmente a luce spenta), bere litri di camomilla (possibilmente a temperatura ambiente… possibilmente andando in bagno subito dopo), esercizi di mindfulness o meditazione (possibilmente visualizzando una camminata immaginaria nel proprio quartiere… possibilmente ricordandosi di mettersi i vestiti in caso di sonnambulismo), contando le pecore (possibilmente a due a due… possibilmente evitando di prendersi le zecche), pensare a quello che è successo durante il giorno (possibilmente non pensando al fatto che non si riesca a prendere sonno… possibilmente senza entrare in un circolo vizioso), pianificare quello che succederà domani (possibilmente convincendosi di riuscire a dormire… possibilmente usando tanta fantasia). Infine, dopo aver esaurito questa lista di consigli strampalati e dopo aver rispolverato ogni angolo del cervello in cerca d’ispirazione, eccolo lì il sonno che arriva a prenderlo… e quando sta per avere l’idea del secolo per il suo prossimo progetto lavorativo o del tempo libero, si addormenta e non ha tempo di annotarla. Buonanotte a tutti!


Nyx: dea della notte.