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martedì 24 luglio 2018

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: ringraziamenti

Dopo ventuno puntate (compreso l’episodio pilota) finisce la grande avventura di Soup Opera – un minestrone di emozioni. È stato un lungo viaggio (iniziato il 19 ottobre 2016 e finito il 12 luglio 2018) pieno di colpi di scena e di sorprese. Un percorso ad ostacoli fatto di tanti (troppi?) personaggi e molte trame e sottotrame. È soprattutto un’avventura che non avrei mai potuto portare avanti senza l’elemento fondamentale: voi, miei cari lettori e pubblico. Colgo dunque l’occasione per ringraziarvi di cuore per il vostro apporto alla storia: dal primo all’ultimo, da chi mi ha seguito in tutte le puntate a chi ha commentato una volta sola. Come scrivo sempre, senza di voi io non sono niente! Per premiare la vostra fedeltà, vi ripropongo il finale vincitore (avete ragione, l’amore deve vincere sempre!) e vi darò ancora la possibilità di scegliere. Si chiude dunque il sipario, Soup opera finisce qui.

A. Grazie a te che piangerai per mesi dopo l’ultima puntata.
B. Grazie a te che tiri un gran sospiro di sollievo per la fine di quest’agonia.
C. Grazie a te che sei completamente indifferente a questa pagliacciata che ho messo in piedi.

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Giuseppe Maccheroni ha sfasciato la ditta Sanide in preda all’ira. Quando sta per colpire Thilde si blocca perché vede suo padre Mario senior, che credeva morto, ma la polizia arresta il vecchio Maccheroni. L’amore proibito e segreto tra Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten nasce e continua, anche se vengono scoperti da Beate, la mamma di Stefan. Mario senior è in carcere e racconta alla famiglia il suo passato burrascoso. Maria arriva, vomita perché è incinta e lo comunica al marito Carlo, il quale non capisce di essere stato tradito e vaga pensieroso per un paio di giorni finché giunge all’ufficio di Giuseppe. Giuseppe ha deciso di vendere una parte delle sue quote Sanit alla Sanide per pagare la multa. Maria esce dal bagno con un depliant della mostra d’arte di Toulouse Lautrec e interrompe la conversazione. In seguito arrivano Klaus, Beate e Kristen che cercano Stefan Krauten. Poi Teresa e Edoardo, che si rompe il braccio sinistro, entrano e cercano Giorgia Maccheroni. Infine arrivano anche Mario Maccheroni junior e sua madre Rosa. Tutti parlano uno sopra l’altro e fanno un gran baccano.

HA VINTO IL FINALE C____________________
Tutti cominciano a parlare in contemporanea facendo un gran baccano. A quel punto Martha Fischer non ce la fa più e decide di andare in bagno per prendersi una pausa da tutta quella confusione. Apre la porta sbuffando e vede Giorgia e suo nipote Stefan che si stanno baciando. È molto sorpresa e richiude la porta incredula. Respira affannosamente e ripensa a quello che ha visto. «Non può ezzere!» Deve riguardare. Apre allora lentamente e sbircia dalla fessura. La scena è la stessa: i due giovani che continuano a baciarsi appassionatamente fregandosene del resto del mondo. «Allora è proprio fero: un Krauten e un Makkeroni!». Il cuore le batte fortissimo. Una persona della sua età non dovrebbe subire certi traumi. Martha cerca di calmarsi e ora respira profondamente mentre riflette. Inspira ancora un paio di volte e poi urla a squarciagola. «Skantalo! Disonore! Fercogna!» Tutti smettono improvvisamente di parlare e si fanno muti «Qvuesto è uno scempio, è un’intecenza!»
«Ke succete mamma?» Thilde Krauten chiede preoccupata.
Martha non dice niente, scuote la testa e apre la porta facendo vedere a tutti il bacio proibito. Un grido di stupore generale pervade la stanza. I due innamorati però rimangono avvinghiati. Passa un minuto di borbottii e parole di stupore dei presenti ma i due non si smuovono. Alla fine Martha prende l’iniziativa e picchietta sulla spalla del nipote. «Hm, racazzi… stiamo parlanto di foi.» Solo in quel momento Giorgia si vede tutti gli sguardi puntati addosso ed emette un gridolino isterico e d’istinto fa mezzo passo indietro. Stefan si mette davanti per proteggerla.
Martha incalza. «Qvuesto è un grosso skantalo. Un Krauten e una Makkeroni… inzieme: inaccettabile!» Altri mormorii dalla sala. Dopo qualche secondo Martha continua. «Io proponco ke i racazzi fenkano separati per impetire ke qvuesto oltraccio fata oltre oghni limite!»
«Giusto!» Giuseppe le fa eco «Tutto questo è inammissibile. Come hai potuto, Giorgia?» Giorgia tace costernata.
«E tirò ti più: Stefan ferrà rinkiuso…» Thilde è spietata «nel nostro castello di famighlia in Westfalen.»
«Nein, il kastello in Westfalen no, ti preco zia, no!» Il giovane Stefan protesta.
«E Giorgia nella residenza estiva nell’isola di Montecristo!» Giuseppe segue a ruota.
Giorgia scoppia a piangere disperata. Thilde e Giuseppe Ghignano soddisfatti, per una volta complici. C’è un attimo di silenzio dopo queste affermazioni così decise: un silenzio complice per tutti i presenti. Nessuno osa controbattere e quasi tutti annuiscono chi più, chi meno convinto. Solo una persona però si morde il labbro nervosamente. Vorrebbe parlare, ma ha paura perché nessun altro osa contraddire la sentenza. I Krauten strattonano Stefan da una parte separandolo da Giorgia. Teresa prova a consolare la figlia, ma non va contro la decisione del marito. Stefan sta per essere portato fuori. I due giovani si scambiano un ultimo sguardo d’amore struggente a distanza.
«Fermi tutti! Io sapefo… io sapefo di qvuesta storia. Sapefo e non ho detto nulla» Tutti i Krauten si girano di scatto verso Beate con un’espressione di stupore e di rimprovero, ma lei non si ferma «Sono stata zitta perkè qvuesta storia tra Ciorcia e Stefan… è una storia t’amore profonta, t'amore zincero, t'amore puro. Anke la mia prima reazione appena li ho fisti ke si paciafano è stata ti rappia e intigniazione… ma poi ho kapito e mi zono commossa. Ci ho penzato e ripenzato e alla fine sono stata in silenzio perkè creto ancora in una cosa, una cosa importante: l’amore defe fincere… sempre!»
Durante il breve discorso, qualcuno piange commosso, qualcuno è invece contrariato. Thilde prende la parola. «Io proponco ti metterla ai foti.» Inizialmente sembrano tutti in imbarazzo per questa proposta assurda ma poco alla volta tutti sembrano convincersi che sia la cosa migliore. «Alzi la mano ki fuole ke i tue ciofani si separino.»
Thilde, Giuseppe, Martha, Kristen (a lei interessa Giorgia) e Maria (lei sa che non funzionano le coppie Krauten-Maccheroni) esprimono il loro voto: cinque persone.
«Ora alzi la mano ki fuole infece ke i giofani restino azzieme.»
Giorgia, Stefan, Mario junior, Rosa, Teresa, Beate e Klaus votano a favore: sette persone.
«Il foto di Ciorcia e Stefan offiamente non fale!» I due ragazzi abbassano mestamente il braccio: rimangono dunque in cinque. Sono pari. Edoardo avrebbe voluto alzando la mano, ma col braccio rotto non ce l’ha fatta (la destra è occupata a chattare sul cellulare). Ralf non ha votato perché non ha capito cosa sta succedendo. Martha gli sussurra all’orecchio e sta per convincerlo a votare contro, ma Ralf continua a non capire. Edoardo, invece, decide di votare on-line… e lui è favorevole. Non c’è più tempo, la votazione è finita. I due giovani dunque si riabbracciano felici: l’amore vince ancora!

FINE… (?)


giovedì 12 luglio 2018

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: episodio 20 – Grand finale

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Giuseppe Maccheroni ha sfasciato la ditta Sanide in preda all’ira. Quando sta per colpire Thilde si blocca perché vede suo padre Mario senior, che credeva morto, ma la polizia arresta il vecchio Maccheroni. L’amore proibito e segreto tra Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten nasce e continua, anche se vengono scoperti da Beate, la mamma di Stefan. Mario senior è in carcere e racconta alla famiglia il suo passato burrascoso. Maria arriva, vomita perché è incinta e lo comunica al marito Carlo, il quale non capisce di essere stato tradito e vaga pensieroso per un paio di giorni finché giunge all’ufficio di Giuseppe. Giuseppe ha deciso di vendere una parte delle sue quote Sanit alla Sanide per pagare la multa. Qualcuno lo fermerà? [Ha vinto la scelta C]

Maria Maccheroni, nel bagno della Sanide, si lava le mani e per un istante ha istintivamente la tentazione di asciugarsele con il depliant, ma si trattiene. Lo guarda ancora una volta e si compiace di averlo trovato: finalmente una bella notizia. È talmente presa dal suo depliant dal non accorgersi che sua nipote Giorgia Maccheroni si sta ancora baciando con Stefan Krauten dietro la porta del bagno e che nella stanza vicino c’è suo fratello Giuseppe. Osserva attentamente le date riportate nel depliant, non ci stacca gli occhi dalla gioia. A tentoni cerca la maniglia della porta e la gira. Fa qualche passo in avanti, sempre concentrata sul depliant, ed entra nella sala riunioni, dove Giuseppe e alcuni Krauten stanno discutendo. Sospira felice. Poi di scatto, interrompendo chi stava parlando, esclama ad alta voce continuando a fissare il foglio. «Incredibile Thilde: tra qualche giorno in città ci sarà la mostra di Toulouse e Lautrec… i miei artisti preferiti!» Poi alza lo sguardo impietrita «Un momento… o è solo la mostra di Lautrec a Toulouse, nel sud della Francia?»
Tutti la guardano esterrefatti. Maria non si accorge ancora di niente. Thilde si schiarisce la gola e sveglia Maria dal suo mondo. «Giuseppe! Che ci fa qui? Sei venuto per avere informazioni sulla mostra d’arte in città?»
Giuseppe non dice niente e rimane a bocca aperta. Thilde scuote invece la testa e comincia a redarguire Maria. «Ti afefo tetto ke afresti potuto cominciare a laforare tomani…»
Non fa in tempo a finire che viene interrotta dall’ingresso di tre persone che parlano a turno. «Dofe diafolo è antato?»«Appiamo cercato dappertutto…»«Un paio di ciorni fa era a skuola con me». Sono Klaus Krauten, sua moglie Beate e loro figlia Kristen. Thilde sta per chiedere, ma loro rispondono in coro. «Afete fisto Stefan?»
I Krauten e i Maccheroni presenti scuotono la testa. In quel momento però entrano di corsa Teresa la moglie di Giuseppe e il figlio Edoardo, il quale, scrivendo messaggi sul cellulare, non vede lo scalino d’ingresso, cade e si rompe il braccio… quello sinistro questa volta. «Ahia!» scrive su Facebook. Gli altri non se ne accorgono e Teresa prende la parola. «Dove diavolo è andata? L’abbiamo cercata dappertutto… eppure un paio di giorni fa era a scuola!»
«Di chi stai parlando, tesoro?» Giuseppe chiede incuriosito.
«Di tua figlia Giorgia… io sono appena arrivata dall’aeroporto, ero in Italia a trovare Andrea, ed Edoardo mi ha detto che Giorgia non si fa viva da un po’.»
Maria interviene «Hai provato alla mostra d’arte di Toulouse e Lautrec?»
Maria è fulminata con lo sguardo da tutti i presenti e in quel momento entra un’altra persona che non sembra accorgersi di tutti i presenti ma si focalizza solo su Maria. «Oh eccoti! Sapevo di trovarti qui.» È suo fratello Mario junior.
«Che ci fai qui?» Gli chiede Maria.
La domanda rimane in sospeso perché c’è un’altra persona in arrivo. È Rosa, la madre di Giuseppe, Maria e Mario junior. «Giuseppe, ti cercavo. Ho incontrato per strada tuo cognato Carlo in semi stato catalettico che mi ha detto che eri qui!».
Tutti cominciano a parlare in contemporanea facendo un gran baccano. A quel punto…



Ora leggete i tre finali alternativi.
FINALE A____________________
Giuseppe è confuso da tutte le persone che sono entrate e irritato dalla confusione. Inoltre è esasperato perché non ha ancora concluso il motivo della sua sgradita visita nella sede Sanide dei Krauten. Si mette le mani tra i capelli ed esplode urlando. «Allora me le volete comprare o no queste quote Sanit?»
Tutti ammutoliscono. Dopo qualche secondo sua madre Rosa chiede timidamente. «Tesoro, volevi vendere le quote di famiglia?»
«Sì, mamma» risponde un po’ in imbarazzo «ma solo per pagare il debito e non finire in prigione come papà…» Rosa si commuove e lo abbraccia.
Klaus Krauten ha ascoltato interessato la proposta di Giuseppe, riflette e poi bisbiglia qualcosa all’orecchio di Thilde, la quale ghigna beffarda, annuisce e dice. «Fa pene, io compro le tue qvuote, ma…» qui fa una pausa lunga e perfida «solo se acciuncete altre qvuote… anche mio fratello Klaus ne fuole qvualkuna. In campio noi tella Sanide ci impeghniamo a non proturre più bidet, lascianto a foi il monopolio in Schwezia!»
I Maccheroni si riuniscono in cerchio per qualche minuto gesticolando concitatamente. Qualcuno non è d’accordo ma c’è una maggioranza. Teresa si schiarisce la voce. «Accettiamo l’offerta!» Esclama a sorpresa. «Potete prendere le mie quote: mi servono soldi per andare a trovare mio figlio Andrea ogni fine settimana in Italia».
Thilde ride sotto i baffi. Non solo perché ora lei, suo fratello e suo padre detengono la maggioranza delle quote Sanit, ma anche perché sa che Andrea Maccheroni non vive in Italia, ma fa il pittore in Svezia sotto il falso nome di Andreas Falukorv.
Giuseppe è deluso. Maria allora lo consola e gli fa una proposta. «Perché non vieni ad aiutarmi nel mio nuovo progetto?»
Giuseppe sta per rispondere ma suo fratello Mario junior interviene entusiasta. «Sì, perché no? Tutti insieme in un nuovo progetto. Io infatti ero venuto qua per dire che ho deciso di aiutare Maria nel suo nuovo progetto sottoscrivendo il contratto! Contenti?»
Giuseppe è sbalordito. «Quindi anche tu hai firmato per i Krauten?»
Mario junior risponde pacato. «No, ho firmato un contratto per aiutare Maria nel suo prossimo progetto…» Poi ci pensa e si accorge dell’errore «non sapendo che fosse un progetto per la Sanide!» È sconvolto. «Oh mio dio, no! Non ho letto bene tutte le clausole!»
Giuseppe sospira e alla fine cede. «A questo punto non mi resta altro che prendere parte anch’io al progetto di Maria!»
La famiglia Maccheroni si abbraccia, mentre Thilde Krauten se la ride. Ride anche suo padre Ralf, in ritardo perché ha capito dopo qualche minuto quello che è successo.
I ruoli si sono capovolti: ora i Krauten disegneranno water per la Sanit e i Maccheroni faranno lo stesso per la Sanide.


FINALE B____________________
Tutti cominciano a parlare in contemporanea facendo un gran baccano. A quel punto Edoardo si alza con braccio sinistro rotto a penzoloni. Cerca di attirare l’attenzione per avere aiuto, ma non riesce a parlare: ormai riesce solo a comunicare via etere, quindi manda e-mail ai genitori, scrive messaggi a sua sorella e scrive su Facebook “Aiuto”, ricevendo solo molti “like” ma nessuna risposta. Tutti continuano a parlare a voce sempre più alta. Infine Edoardo è disperato, il braccio gli fa male e prova a chiamare al cellulare sua nonna Rosa, anche lei presente in sala. Rosa aveva lasciato sbadatamente sul bancone d’ingresso della hall il telefono che comincia a vibrare per la chiamata. Il cellulare vibra e si sposta leggermente a ogni vibrazione. Spostandosi si avvicina a una candela accesa, la urta e la fa cadere. La candela cade nel cestino della carta da riciclare e il fuoco avvampa subito. Le fiamme si alzano dal cesto e lambiscono i fogli della stampante appena usciti. Il fuoco prende piede e anche la stampante comincia a bruciare. Il cellulare di Rosa continua a vibrare e poco dopo cade finendo contro il cestino in fiamme, rovesciandolo. Ora il fuoco è sparpagliato sul pavimento e raggiunge una bottiglietta di alcol per la pulizia del pavimento. In men che non si dica prende subito fuoco e con essa anche il mocio, il tappeto d’ingresso e un poster appeso alla parete. L’incendio si propaga rapidamente ora: ha raggiunto il divanetto della sala d’attesa, la carta da parati delle pareti, il banco dell’accettazione e si sta dirigendo minaccioso verso il guardaroba con le giacche.
Nella stanza a fianco la situazione è sempre nel caos: Edoardo cerca aiuto senza riceverlo e i Maccheroni litigano con i Krauten lanciandosi insulti e improperi da una parte all’altra. Nel bagno Giorgia e Stefan continuano a baciarsi. Nessuno si accorge dell’incendio che nel frattempo avanza a passo spedito. Ora ha preso fuoco i guardaroba, tutto il bancone e il fumo sta passando sotto la porta della sala dove ci sono tutti gli altri.
«Kos’è qvesta puzza?» Chiede Thilde.
«Skusate… ero acitato per qvesta confusione e mi è skappata!»
«Ma no papà… non qvella puzza… intento la puzza di fumo!»
In quell’istante tutti si fermano e si girano a guardare l’ingresso. Klaus Krauten apre la porta e una vampata di calore quasi lo spinge all’indietro. L’immagine dell’incendio è spaventosa. Per qualche strano motivo l’impianto antincendio non ha funzionato. Nell’attimo successivo si scatena il panico. Tutti si agitano e cominciano a scappare. Per fortuna le fiamme hanno lasciato un corridoio libero e tutti riescono a uscire indenni… anche Edoardo è trascinato fuori per il braccio (quello buono). Proprio tutti? Purtroppo no. Nella foga i Krauten hanno dimenticato di spingere fuori Ralf con la carrozzina. Il vecchio ora urla chiedendo aiuto, ma nessuno lo sente e nessuno si accorge della sua mancanza. Ormai le fiamme hanno quasi cinto la stanza chiudendo il passaggio per l’uscita. Ralf urla invano ancora un paio di volte ma non c’è niente da fare. A quel punto Ralf fa l’impensabile: si alza a sorpresa dalla sedia a rotelle e corre come un matto verso l’uscita. La forza della disperazione? Era tutta una finta? Nessuno lo saprà mai. Ora sono davvero tutti salvi. Davvero tutti? No: Giorgia e Stefan sono ancora in bagno a baciarsi senza accorgersi di nulla. Le fiamme sono quasi giunte anche lì. Non c’è più scampo per loro, anche perché nessuno potrà andare a salvarli non sapendo che sono lì. Moriranno dunque così, arsi nel loro amore?
«Nooo!»
Andrea Maccheroni urla e apre gli occhi all’improvviso in quella stanza di terapia intensiva dell’ospedale Danderyd di Stoccolma, dove è stato ricoverato in seguito all’incidente d’auto con la sua famiglia. I Maccheroni gli sono stati vicino da qualche giorno e ora un boato di gioia accoglie il suo risveglio dal coma. I Krauten non sono mai arrivati in Svezia. Giorgia e Stefan non rischiano la morte. Era tutto incubo di Andrea indotto dalla morfina. I Maccheroni e la Sanit sono ancora il leader mondiale nel settore dei sanitari.



FINALE C____________________
Tutti cominciano a parlare in contemporanea facendo un gran baccano. A quel punto Martha Fischer non ce la fa più e decide di andare in bagno per prendersi una pausa da tutta quella confusione. Apre la porta sbuffando e vede Giorgia e suo nipote Stefan che si stanno baciando. È molto sorpresa e richiude la porta incredula. Respira affannosamente e ripensa a quello che ha visto. «Non può ezzere!» Deve riguardare. Apre allora lentamente e sbircia dalla fessura. La scena è la stessa: i due giovani che continuano a baciarsi appassionatamente fregandosene del resto del mondo. «Allora è proprio fero: un Krauten e un Makkeroni!». Il cuore le batte fortissimo. Una persona della sua età non dovrebbe subire certi traumi. Martha cerca di calmarsi e ora respira profondamente mentre riflette. Inspira ancora un paio di volte e poi urla a squarciagola. «Skantalo! Disonore! Fercogna!» Tutti smettono improvvisamente di parlare e si fanno muti «Qvuesto è uno scempio, è un’intecenza!»
«Ke succete mamma?» Thilde Krauten chiede preoccupata.
Martha non dice niente, scuote la testa e apre la porta facendo vedere a tutti il bacio proibito. Un grido di stupore generale pervade la stanza. I due innamorati però rimangono avvinghiati. Passa un minuto di borbottii e parole di stupore dei presenti ma i due non si smuovono. Alla fine Martha prende l’iniziativa e picchietta sulla spalla del nipote. «Hm, racazzi… stiamo parlanto di foi.» Solo in quel momento Giorgia si vede tutti gli sguardi puntati addosso ed emette un gridolino isterico e d’istinto fa mezzo passo indietro. Stefan si mette davanti per proteggerla.
Martha incalza. «Qvuesto è un grosso skantalo. Un Krauten e una Makkeroni… inzieme: inaccettabile!» Altri mormorii dalla sala. Dopo qualche secondo Martha continua. «Io proponco ke i racazzi fenkano separati per impetire ke qvuesto oltraccio fata oltre oghni limite!»
«Giusto!» Giuseppe le fa eco «Tutto questo è inammissibile. Come hai potuto, Giorgia?» Giorgia tace costernata.
«E tirò ti più: Stefan ferrà rinkiuso…» Thilde è spietata «nel nostro castello di famighlia in Westfalen.»
«Nein, il kastello in Westfalen no, ti preco zia, no!» Il giovane Stefan protesta.
«E Giorgia nella residenza estiva nell’isola di Montecristo!» Giuseppe segue a ruota.
Giorgia scoppia a piangere disperata. Thilde e Giuseppe Ghignano soddisfatti, per una volta complici. C’è un attimo di silenzio dopo queste affermazioni così decise: un silenzio complice per tutti i presenti. Nessuno osa controbattere e quasi tutti annuiscono chi più, chi meno convinto. Solo una persona però si morde il labbro nervosamente. Vorrebbe parlare, ma ha paura perché nessun altro osa contraddire la sentenza. I Krauten strattonano Stefan da una parte separandolo da Giorgia. Teresa prova a consolare la figlia, ma non va contro la decisione del marito. Stefan sta per essere portato fuori. I due giovani si scambiano un ultimo sguardo d’amore struggente a distanza.
«Fermi tutti! Io sapefo… io sapefo di qvuesta storia. Sapefo e non ho detto nulla» Tutti i Krauten si girano di scatto verso Beate con un’espressione di stupore e di rimprovero, ma lei non si ferma «Sono stata zitta perkè qvuesta storia tra Ciorcia e Stefan… è una storia t’amore profonta, t'amore zincero, t'amore puro. Anke la mia prima reazione appena li ho fisti ke si paciafano è stata ti rappia e intigniazione… ma poi ho kapito e mi zono commossa. Ci ho penzato e ripenzato e alla fine sono stata in silenzio perkè creto ancora in una cosa, una cosa importante: l’amore defe fincere… sempre!»
Durante il breve discorso, qualcuno piange commosso, qualcuno è invece contrariato. Thilde prende la parola. «Io proponco ti metterla ai foti.» Inizialmente sembrano tutti in imbarazzo per questa proposta assurda ma poco alla volta tutti sembrano convincersi che sia la cosa migliore. «Alzi la mano ki fuole ke i tue ciofani si separino.»
Thilde, Giuseppe, Martha, Kristen (a lei interessa Giorgia) e Maria (lei sa che non funzionano le coppie Krauten-Maccheroni) esprimono il loro voto: cinque persone.
«Ora alzi la mano ki fuole infece ke i giofani restino azzieme.»
Giorgia, Stefan, Mario junior, Rosa, Teresa, Beate e Klaus votano a favore: sette persone.
«Il foto di Ciorcia e Stefan offiamente non fale!» I due ragazzi abbassano mestamente il braccio: rimangono dunque in cinque. Sono pari. Edoardo avrebbe voluto alzando la mano, ma col braccio rotto non ce l’ha fatta (la destra è occupata a chattare sul cellulare). Ralf non ha votato perché non ha capito cosa sta succedendo. Martha gli sussurra all’orecchio e sta per convincerlo a votare contro, ma Ralf continua a non capire. Edoardo, invece, decide di votare on-line… e lui è favorevole. Non c’è più tempo, la votazione è finita. I due giovani dunque si riabbracciano felici: l’amore vince ancora!


Avete una settimana di tempo per votare una delle tre alternative con un commento alla fine di questo episodio sul blog, su Facebook, oppure scrivendomi su Twitter (@robriva82). Vi basterà scrivere “A”, “B” o “C” per votare.



domenica 8 luglio 2018

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: riassuntone

La famiglia Maccheroni è in macchina. Mentre Giuseppe, padre di famiglia e capo dell’azienda di sanitari Sanit, è alla guida, riceve una brutta notizia al telefono. Immerso nei suoi pensieri, non vede che una renna si è fermata in mezzo alla strada. Per evitare l’animale, sterza e l’auto esce di strada. Il primogenito Andrea è in coma farmacologico e il terzogenito Edoardo ha un braccio rotto, gli altri (la moglie Teresa, la secondogenita Giorgia e Giuseppe stesso) sono miracolosamente illesi. Giuseppe era stato distratto dalla notizia che la famiglia tedesca Krauten (e la loro ditta di sanitari Sanide) è appena giunta in città: c’è un segreto tra di loro che nessuno osa raccontare. Qualche giorno dopo l’incidente d’auto il primogenito Andrea Maccheroni è ancora in coma in ospedale e Giuseppe attende la visita di sua sorella Maria. Dopo aver sbagliato ospedale, Maria va a far visita ad Andrea in ritardo proprio mentre lui si risveglia dal coma. Il giorno stesso Maria torna al lavoro nella Sanit, la ditta di sanitari di famiglia, e ci rimane fino a tarda sera. Dopo il lavoro, stanca morta, Maria finisce per sbaglio a casa della famiglia rivale Krauten, appena trasferitisi a Stoccolma nel palazzo di fronte a quello dei Maccheroni. Al buio non si accorge di non essere a casa sua e finisce addirittura a letto con Franz Schneider, marito di Thilde Krauten. Presa dal panico e per non far spargere la voce, Maria è costretta ad accettare il ricatto di Franz: disegnare un progetto di water che Franz presenterà agli altri membri della famiglia Krauten spacciandolo per proprio. I Krauten della ditta Sanide però rifiutano il progetto e lo lanciano fuori dalla finestra in forma di aeroplano di carta. L’aeroplanino finisce nello studio dei Maccheroni che si trova dall’altra parte della strada. Un furioso Giuseppe straccia il progetto e lo getta nella spazzatura. Mario, fratello di Giuseppe e Maria Maccheroni, lo recupera e, riconoscendo lo stile familiare del disegno, chiede a sua moglie Monica che cosa si potrebbe fare. In quel momento sopraggiunge Maria che mal interpretando le parole dei due crede che il suo involontario tradimento con Franz sia stato scoperto e confessa. Mario allora corre furioso da Franz e a sorpresa lo bacia per vendetta. Thilde Krauten, moglie di Franz, vede il bacio e decide di attuare un’altra vendetta presentandosi all’ospedale dove sta per essere dimesso Andrea, primogenito della famiglia Maccheroni. Thilde propone ad Andrea di passare alla ditta rivale, la Sanide. Riaccompagnato a casa da Thilde, Andrea non trova suo padre ad attenderlo perché Giuseppe, deluso dalla brutta giornata lavorativa, è andato a bere al bar, dove gli sembra di vedere di sfuggita suo padre, morto molti anni fa. La sera stessa Andrea litiga con suo padre appena tornato ubriaco dal bar e decide di accettare l’offerta di Thilde, cambiando identità. Andrea comunica la sua decisione anche a sua madre Teresa, che promette di andarlo a trovare ogni fine settimana. Mentre Thilde lancia palle da golf dalla finestra del suo ufficio durante la festa aziendale della Sanide (una pallina rompe la finestra di Giuseppe), Andrea arriva per chiedere aiuto. In quel momento arriva stralunata anche Maria Maccheroni che firma per sbaglio un progetto a contratto per la Sanide. Subito dopo, un furioso Giuseppe giunge alla Sanide con una mazza da baseball. Una volta scoperto ciò che ha fatto sua sorella perde la testa, sfascia tutto e sta per colpire Thilde quando la vista di suo padre, che invece non era morto, lo interrompe. In lacrime la famiglia ritrovata Maccheroni si abbraccia ma arriva la polizia e arresta Mario Maccheroni senior. Mario sta per essere portato via mentre arriva sua moglie, madre di Giuseppe e Maria Maccheroni, Rosa Rosi. Rosa però non riesce a incontrarlo perché rimane bloccata in ascensore. Nel frattempo scoppia l’amore proibito e segreto tra i due giovani delle famiglie rivali, Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten (scoperto in seguito solo da Beate, la madre di Stefan). Due giorni dopo Mario senior è in carcere e racconta ai Maccheroni il suo passato burrascoso e la sua morta inscenata. Anche il figlio Giuseppe ha dei problemi: l’economia familiare non è delle migliori e ha appena ricevuto una multa salata. Se non la paga dovrà andare in carcere. Subito dopo arriva Maria che vomita perché è incinta. Corre a casa e lo comunica al marito, Carlo, il quale è incredulo e non capisce di essere stato tradito. Carlo passa alcuni giorni a rimuginare su questa notizia e si ritrova casualmente nell’ufficio di Giuseppe. Anche Giuseppe ha molti pensieri ma alla fine si decide: propone ai Krauten la vendita delle quote della sua azienda, la Sanit, per far cadere le accuse a suo carico (e quindi anche il rischio carcere). Thilde non accetta, ma suo padre Ralf Krauten accetta a sorpresa perché ha già delle quote Sanit (ricevute da Mario senior) e perché ha aiutato Mario senior a fingere la morte. Lì vicino, nel bagno della Sanide, ci sono altre persone: Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten che si baciano e Maria Maccheroni che ha in mano un misterioso volantino.


mercoledì 30 maggio 2018

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: episodio 19

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Giuseppe Maccheroni ha sfasciato parte della ditta Sanide in preda all’ira. Quando sta per colpire Thilde si blocca perché vede suo padre Mario senior, che credeva morto da anni, ma la polizia arresta il vecchio Maccheroni. L’amore proibito e segreto tra Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten nasce e continua, anche se vengono scoperti da Beate, la mamma di Stefan. Mario senior è in carcere e racconta alla famiglia il suo passato burrascoso. Maria arriva, vomita perché è incinta e lo comunica al marito… [Ha vinto la scelta A]

«Sei incinta?» Carlo è incredulo. «Ma com’è possibile?»
Maria ricomincia a piangere e le scappa di nuovo da vomitare. Per cercare di trattenersi si rifugia in bagno.
«Dove vai? Come fai a essere incinta? Non facciamo l’amore da… da… non so da quanto, ma da tanto.» Carlo ci pensa su e fa un paio di calcoli a mente, mentre raccoglie il mestolo che gli era caduto prima. «Saranno almeno sei o sette mesi… aspetta, dobbiamo parlarne. Com’è possibile?»
Loro figlia, Camilla, ha sentito tutto e ha capito tutto. Si è affacciata in corridoio per qualche istante e ora scuote la testa rassegnata dal fatto che suo padre non ha ancora capito il tradimento della madre. Non dice niente e poi rientra in camera. Carlo invece sta ancora pensando, fermo in cucina col mestolo in mano. «Hm… che sia successo un mese fa quando eravamo entrambi ubriachi? Mah… non eravamo così ubriachi. O forse sì? Non mi ricordo.» Carlo è pieno di dubbi e non riesce a ragionare bene.

Un paio di giorni dopo, nella sede della Sanit, c’è un uomo che sta riflettendo. Rimugina sulla vita, sulle scelte che ha fatto e su quello che lo aspetta in futuro. Quell’uomo pensa e ripensa a quello che è successo e a quello che dovrà fare. «È successo veramente il mese scorso? O erano tre mesi fa?» Quell’uomo è ancora Carlo Bianchi, il marito di Maria. «No, non può essere successo tanto tempo fa… io e Maria ci siamo ubriacati solo una volta quest’anno. Sì, dev’essere quella volta che abbiamo fatto l’amore. Eppure non ne sono sicuro. Qualcosa non mi torna… forse è success…»
«Che ci fa qui Carlo?»
A interrompere il flusso di coscienza dell’uomo è Giuseppe Maccheroni. Carlo sembra spaesato e sembra rendersi conto solo ora di dove si trova. Non risponde, così Giuseppe interviene. «Carlo? Ci sei? Come mai sei qui, nella sede della Sanit?»
Carlo si risveglia dal torpore dei suoi dubbi e abbozza una risposta. «Non… non lo so! Dove hai detto che siamo?»
«Nella sede della Sanit.» Giuseppe è perplesso. Carlo lo è più di lui e non risponde. Dopo qualche attimo di silenzio, Giuseppe cambia discorso. «Senti Carlo, dov’è mia sorella Maria?»
Al risentire il nome della moglie, Carlo sprofonda nuovamente nei suoi pensieri.
«Carlo? Carlo?» Giuseppe chiede e non ottiene risposta.
«Scusami, devo andare!» Carlo esce e sparisce in fretta tra la folla.
Anche Giuseppe è pieno di dubbi ed è di fronte a un importante bivio: pagare la penale (sì ma con quali soldi?) o scontare la pena in carcere! Che fare? Trovare i soldi o andare in prigione? Giuseppe si arrovella in questo dilemma da monopoli. Anche lui pensa e ripensa. «Ci deve essere un’altra soluzione... ci deve essere!» Giuseppe passeggia nervosamente avanti e indietro nella sua stanza della Sanit. Vorrebbe chiedere consiglio a sua sorella, ma lei non c’è. «Maria mi potrebbe aiutare. Lei sa sempre fare la scelta giusta» I dubbi di Giuseppe non lo fanno ragionare lucidamente. Poi all’improvviso si blocca e ha un’idea. Un’idea forte, ma che potrebbe risolvere tutti i suoi problemi. Esce allora di fretta dalla ditta, passa da casa per prendere dei documenti e ritorna in strada. Arrivato alla sua meta, inspira profondamente ed entra. È molto nervoso, ma sente che quella può essere la scelta giusta per la sua famiglia, anche se è una scelta dolorosa. Arrivato finalmente alla scrivania della persona che cercava, Giuseppe va subito al punto.
«Ho una proposta da fare: uno scambio.» L’altra persona annuisce incuriosita, mentre gli altri presenti sembrano quasi irritati mentre Giuseppe continua a parlare «Sì, uno scambio, per salvare me e la mia famiglia. Lo so, questo mi costerà molto… e sono qui per pagare. La mia libertà, il ritiro della denuncia, per un pezzo di me stesso, ovvero un pezzo della Sanit, la mia azienda!»
«Tu fuoi skampiare, tua zia Enza? Con kosa la fuoi skampiare?» La voce inconfondibile del vecchio e sordo Ralf Krauten spezza il silenzio. Thilde Krauten lo mette a tacere. «Papà, per fafore. Stai puono!» Poi si rivolge a Giuseppe «Spiecati meghlio…»
«Se voi farete cadere le accuse su di me e di conseguenza la penale da pagare, io vi cederò una parte della Sanit… o meglio delle mie azioni!»
«Fuoi skampiare tua zia Enza con tuo zio Toni? Io feramente non ti capisko ciofanotto!»
«Ankora tu, papà. Taci! Lascia diskutere a me ti cose zerie!» Ralf si fa quieto. Thilde riprende il discorso con Giuseppe. «Dof’è la frecatura? Perkè dofresti tarci le tue qvuote?»
«Non c’è la fregatura. Te l’ho detto: ti do parte delle mie quote per non dover pagare la penale o andare in carcere. È semplice.»
«Hm… non ci zi può mai fitare ti foi italiani… schpezialmente ti foi Makkeroni. Qui c’è il trucco.» Thilde ci pensa ancora qualche secondo e poi conclude. «No. Non accetto. Defi pacare per la tua arrocanza e la tua fiolenza. Preferisko feterti marcire in car…»
«Io infece accetto!» Un altro membro dei Krauten a sorpresa gradisce l’offerta. Tutti lo guardano increduli. «Accetto perché ho cià alcune qvuote!» Lo sguardo dei presenti è ora interrogativo. Ralf Krauten avanza con la sua carrozzella e si spiega. «Me li ha date tuo patre, karo Ciuseppe!»
«Mio padre? Perché avrebbe mai dovuto darti le quote della Sanit?»
Ralf ridacchia sempre più sguaiatamente, fino a che sua moglie Martha non lo ferma. «Karo, smettila ora, altrimenti ti ferrà un colpo!»
Ralf si ricompone. «Come zai, tuo patre Mario afefa molti tepiti… e fentento qvuelle qvuote a me ne ha saltati qualkuno. Inoltre, chi creti che l’appia aiutato nella sua finta morte?» Ralf sorride beffardo. Giuseppe è sconvolto e si chiede come prenderanno la notizia gli altri Maccheroni… beh, uno di loro è lì, in una stanza vicina: sua figlia, Giorgia Maccheroni, senza accorgersi di nulla, sta baciando Stefan Krauten nel bagno. I giovani vivono del loro amore e se ne fregano del resto del mondo. Anche il resto del mondo sembra però non accorgersi di loro. Nello stesso bagno, infatti, davanti allo specchio c’è un altro membro dei Maccheroni: Maria, che tiene in mano un depliant.

A. Maria ha sentito tutto e interviene cercando di impedire la vendita di quote Sanit, mostrando il depliant per un prestito bancario che tiene in mano.

B. Maria non ha sentito niente perché è troppo presa dai suoi pensieri e dal suo depliant sull’aborto.

C. Maria non ha sentito niente, ma uscendo casualmente dal bagno, interviene spiegando quanto sia interessante il depliant sulla nuova mostra d’arte in città.

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mercoledì 25 aprile 2018

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: episodio 18

ATTENZIONE! Il ruolo di Mario Maccheroni junior interpretato in Soup Opera da Erik Petersson da oggi sarà interpretato da Peter Eriksson.

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Alla festa aziendale della Sanide dei Krauten, Giuseppe Maccheroni ha sfasciato tutto con una mazza da baseball in preda all’ira. Quando sta per colpire Thilde si blocca perché vede suo padre Mario senior, che credeva morto da anni. Nel momento degli abbracci giunge la polizia e arresta il vecchio Maccheroni. La moglie, Rosa Rosi, non riesce però a incontrarlo perché rimane bloccata in ascensore. Nel frattempo scoppia l’amore proibito e segreto tra Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten. Due giorni dopo Mario senior è in carcere e racconta ai Maccheroni il suo passato burrascoso. Maria arriva e vomita perché… [Ha vinto la scelta B]

«Ma che schifo!» Rosa commenta disgustata «Non potevi trattenerti e farlo in bagno?»
Maria vomita di nuovo però, più di prima. Gli altri si apprestano a pulire come possono con fazzoletti di carta e fogli trovati nella stanza, ma non bastano. Allora Rosa prende altri documenti posati sul tavolo.
«No, quelli no!» Giuseppe sbianca ma non fa in tempo a finire la frase che sua madre Rosa ha già aperto il foglio e legge a voce alta. «”… e in seguito alla violazione di domicilio, danni a cose, minacce ai membri della famiglia Krauten e disturbo della quiete pubblica, il sopraccitato Giuseppe Maccheroni è sottoposto a una pena di otto mesi di reclusione o a una pena pecuniaria di 3 milioni e cinquecento corone svedesi…” che cos’è questo Giuseppe? Uno scherzo vero?»
«No, purtroppo no. Non è uno scherzo. Anch’io ho i miei segreti come papà! Questa è la conseguenza del mio sfogo di rabbia alla festa dei Krauten. Dovrò dirlo anche a mia moglie Teresa quando torna dall’Italia: è già andata a trovare Andrea.»
«Abbiamo già un membro della famiglia in prigione, non possiamo permettere che ci vada anche un altro. Si paga ovviamente, vero?» Mario junior sembra titubante vedendo la faccia di Giuseppe. Anche Rosa e Maria sono serie in volto. Giuseppe sta per scoppiare in lacrime. Mario junior allora chiede timidamente.
«State cercando di dirmi che abbiamo un problema di soldi?» Nessuno risponde. Il silenzio parla da solo. Così anche Mario junior si ammutolisce. Maria ha un altro conato di vomito e ne approfitta per uscire da quella situazione delicata. Va in bagno, vomita ancora e si pulisce. Poi va a casa, stremata. Prima però deve passare da un negozio perché ha un sospetto.

In quel momento, al numero 26 di Birger Jarlsgatan, cioè in casa Krauten, una ragazza bussa discretamente alla porta. Qualcuno apre. La ragazza s’intrufola di soppiatto e chiede ansimante: «Finalmente! Non vedevo l’ora di vederti.» La ragazza si guarda a destra e sinistra in preda alla paranoia «Non c’è nessuno, vero? Tua madre se n’è andata, vero?»
L’altra persona annuisce e subito dopo viene baciata appassionatamente dalla ragazza. L’altra persona non oppone resistenza. «Non ce la facevo più senza baciarti… ti rendi conto? Erano passati solo dieci minuti dall’ultima volta. Bene, dove andiamo ora?»
Giorgia Maccheroni sospira e guarda con ardore il suo interlocutore che le risponde: «Beh... creto zia il caso ti portarti ta mio fratello!»
«Tuo fratello?» Giorgia chiede stupita, poi realizza con imbarazzo che ha appena baciato Kristen Krauten, cioè la sorella gemella che assomiglia tantissimo a Stefan. «Oh mio dio. Scusa. Non volevo, io…»
Kristen la zittisce e la scorta dal fratello. Prima di lasciarla le sussurra all’orecchio: «Paci molto pene! Se non dofesse antare pene con mio fratello, sai dofe trofarmi…» poi le fa l’occhiolino.
Giorgia è ancora più in imbarazzo ma si consola rivedendo l’amato Stefan.
«Tua sorella mi ha visto… ora sa di noi.»
«Non ti preoccupare: non corriamo nezzun pericolo. Lei è una perzona fitata.» Poi la bacia e i due iniziano una nuova apnea, pronti a infrangere un nuovo record di pomiciata continuata.
Appena iniziano, dalla porta principale, entra Beate Schmidt, madre di Kristen e Stefan. I due innamorati non se ne accorgono perché troppo presi dal loro amore. Neanche Beate si accorge di loro in un primo momento. Quando però va in salotto a recuperare la borsetta che aveva dimenticato, si accorge che la porta della stanza di suo figlio Stefan è socchiusa e intravede qualcuno che si muove all’interno. «Impozzipile!» pensa «I racazzi zono antati a scuola…»
Allora si avvicina e spia dallo spiraglio e vede. Vede tutto. Rimane impietrita per qualche secondo, poi indietreggia lentamente e se ne va, sconvolta e in preda a mille pensieri.
Beate Schmidt esce dal portone di Birger Jarlsgatan 26 e Maria Maccheroni entra nel portone del palazzo di fronte, Birger Jarlsgatan 23. A casa c’è il marito Carlo Bianchi ad attenderla.
«Allora com’è andata con tuo padre?» Maria non risponde e corre in bagno. «Tutto bene?» Prova a chiedere ma non ha risposta. Carlo è un uomo bonario e paziente. Così aspetta che sua moglie esca. Non facendo parte della Sanit non si fa coinvolgere dallo stress delle recenti situazioni e ritorna con calma ai fornelli. Dopo una decina di minuti, Maria esce dal bagno e passa per la cucina.
«Assaggia questo e dimmi se…» Carlo prova a intercettarla ma non ci riesce. Maria cammina velocemente e si chiude in camera. Carlo rimane di sasso, ma non reagisce. Sbuffa tra sé e sé, appoggia il mestolo del sugo. Abbassa il fuoco e con calma va verso la camera. Prova a bussare. In risposta sente Maria chiudere la porta a chiave. Carlo sbuffa di nuovo e abbozza l’inizio di un discorso. «Senti, tesoro… capisco che la situazione non sia facile con tuo padre… ma se mi permetti di parlarti, posso cercare di aiutarti. Sai che io sono bravo in…»
In quel momento Maria comincia a piangere e soffoca le lacrime nel cuscino.
«Dai Maria, non fare così. Sono sicuro che non è così drammatica la situazione con tuo padre.»
Maria piange ancora più forte. Subito dopo rincasa loro figlia, Camilla Bianchi. Carlo la saluta sorridendo benevolmente. Lei però non lo calcola e va a chiudersi in camera sua. Carlo rimane basito ma non reagisce neanche ora. È una situazione abbastanza usuale per lui.
«Che bella famiglia che ho...» abbozza ironicamente, mentre ritorna ai fornelli con rassegnazione. Il sugo è quasi pronto. Carlo aggiusta di sale e comincia a far bollire l’acqua per la pasta.
Forse per il profumino che arriva in camera o forse perché la crisi e passata, Maria esce dalla camera matrimoniale e affronta il marito. È un approccio diretto.
«Sono incinta!»
Così a bruciapelo, tra un singhiozzo e un altro. Carlo ci mette un attimo a capire bene quello che ha sentito. Poi il panico lo assale. Gli cade il mestolo dalle mani. Non riesce a credere a quello che sua moglie gli ha appena detto. Lo stupore e il terrore si dipingono sul suo volto.
Perché Carlo è così sorpreso?

A. I due non fanno sesso da almeno sette mesi, ma una sera erano entrambi ubriachi e Carlo non ricorda cosa sia successo (non capisce di essere stato tradito).

B. I due non fanno sesso da almeno sette mesi e Carlo è stupito che Maria non sembra così in là nella gravidanza (non capisce di essere stato tradito).

C. Carlo e Maria, nonostante riconoscano Camilla come loro figlia, non possono avere figli.

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giovedì 1 marzo 2018

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: episodio 17

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Durante la festa aziendale della Sanide, Maria Maccheroni firma per sbaglio un progetto a contratto per la ditta rivale. Poco dopo Giuseppe Maccheroni arriva furioso alla festa perché Thilde Krauten gli ha rotto la finestra. Giuseppe sfascia tutto con una mazza da baseball e quando sta per colpire Thilde si blocca perché vede suo padre Mario senior, che credeva morto da anni. Nel momento degli abbracci giunge la polizia e arresta il vecchio Maccheroni. La moglie, Rosa Rosi, non riesce però a incontrarlo perché rimane bloccata in ascensore. Nel frattempo scoppia l’amore proibito tra Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten. Stanno per essere scoperti ma… [Ha vinto la scelta A]

Martha Fischer sta ancora cercando nella stanza guardaroba. «Dofe è finito il mio ciuppotto?»
Nel frattempo suo marito Ralf Krauten sente ancora che Rosa Rosi sta chiedendo aiuto dall’ascensore. A fatica arriva nell’atrio spingendo le ruote della sua carrozzella. La moglie Martha non lo bada e continua a cercare nell’armadio. I due giovani Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten si baciano travolti dalla passione, ignorando il resto del mondo. Ralf Krauten, ansimante, ha raggiunto la porta dell’ascensore. Prova a schiacciare il tasto ma non succede niente. Prova ancora ma il tasto è bloccato. Martha Fischer comincia a spostare tutto quello che trova nel guardaroba. I due giovani innamorati sono a solo tre giubbotti di distanza dall’essere scoperti. Le conseguenze sono imprevedibili, ma loro non se ne curano e si godono il loro amore proibito. Ralf prova ora a battere sulla porta a vetri. Basterebbe solo un capo da spostare dall’appendiabito e Martha vedrebbe Giorgia e Stefan. Nell’atrio Ralf schiaccia con tutte le sue forze il tasto dell’ascensore per sbloccarlo. Spinge con tutto il peso del corpo. Alla fine lo sblocca e l’ascensore riparte. Il contraccolpo lo spinge però all’indietro e la carrozzella comincia a indietreggiare. Martha ha scostato anche l’ultimo giubbotto e i giovani innamorati sono ora esposti. In quel momento però, gira lo sguardo per vedere cosa stia facendo suo marito Ralf. Lo vede scivolare via con la carrozzella verso le scale. Lascia tutto e corre a salvarlo. Intanto Rosa è arrivata al primo piano con l’ascensore. Ralf si avvicina sempre di più alle scale ma Martha è in ritardo. Le porte dell’ascensore si aprono e Rosa ne esce sana e salva. Si accorge subito della situazione di pericolo e corre anche lei a salvare Ralf. Le due donne corrono ma si scontrano. La carrozzella è ormai al limite delle scale. Nello scontro Rosa perde una scarpa che vola via finendo sotto la ruota della carrozzella di Ralf, bloccandone la corsa in bilico e in equilibrio instabile sul primo scalino della ripida scala. Per un secondo tutti trattengono il fiato, poi Martha si alza e porta fuori pericolo il marito.
«Devo andare da mio marito!» Rosa non vuole perdere tempo e se ne va scalza, mentre Giorgia e Stefan continuano a baciarsi.

Dopo un paio di giorni, Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten escono dalla stanza guardaroba, probabilmente dopo aver stabilito il record della pomiciata ininterrotta più lunga del mondo.
In un’altra parte delle città, nel quartiere di Kungsholmen, i Maccheroni sono raccolti in visita al ritrovato membro della famiglia, Mario senior, che è in stato di fermo.
«Abbiamo aspettato anche troppo papà!» Giuseppe non ce la fa più.
«Giusto, caro, devi dirci cosa è successo.» Anche Rosa non sta nella pelle. «Questi giorni d’attesa sono stati difficilissimi.»
«Falsità ideologica e materiale ai danni dello stato svedese? Che significa?» l’altro figlio, Mario junior, chiede febbrilmente.
Mario senior tace per qualche secondo. «Sì, avete ragione. Ora vi spiego tutto.» Prima di ricominciare inspira profondamente. «Non è facile per me spiegare tutto questo. Ho già raccontato tutto alle autorità svedesi, ma sapevo che la parte più difficile sarebbe stata questa qui, davanti a voi. Da dove posso cominciare? Hm, vediamo. Sì, dal trasferimento della Sanit dalla Germania alla Svezia. Come sapete quel trasferimento fu necessario, anche se poi si rivelò un mezzo fallimento: eravamo convinti di poter esportare il bidet anche in Scandinavia, ma non ce l’abbiamo fatta. Questo ha comportato spese enormi per tornare in pari col bilancio e molto lavoro da parte nostra. Non è bastato però. Infatti fui costretto a chiedere prestiti esosi, non solo alle banche… ma anche a disonesti usurai. Perdonami Rosa, questo non te l’ho mai detto.» Tutti lo guardano in silenzio e a bocca aperta. «Le rate da pagare e i debiti da sanare crescevano di giorno in giorno e ben presto furono insostenibili. C’era ormai solo una cosa da fare. Una cosa difficilissima e molto dolorosa per tutti, ma necessaria.» Mario fa una pausa e guarda fisso negli occhi ognuno dei membri della famiglia. «Fuggire. Fingere la mia morte e scappare.» Mario piange. «È stata una scelta atroce da fare. Può sembrare una decisione egoista, ma l’ho fatto per salvare voi. Se gli usurai fossero arrivati a voi, non solo io, ma tutta la famiglia sarebbe stata distrutta. Capite?» Tutti lo guardano allibiti e non trovano le parole. «L’occasione migliore si presentò il giorno della gita in barca. Sarei dovuto andare con Giuseppe, ma tu ti ammalasti. Così ci andai da solo e simulai il naufragio. Che giorno terribile quando ho dovuto salutare i miei amati figli… la luce dei miei occhi. Giuseppe era già pronto per prendere in mano l’azienda. Questo mi rassicurò, ma fu difficile lo stesso. Maria era l’unica figlia che avevo e non potevo più proteggerla. E poi Claudio, oh il piccolo Claudio… questo era il tuo nome prima che io fossi “morto”, lo sapevi, vero?»
«Sì, lo so, papà…» Mario junior, che fu Claudio, annuisce in lacrime, poi chiede. «Ma dove sei stato tutti questi anni? E perché sei tornato solo ora?»
«Sono stato in Finlandia… tanto chi sarebbe mai andato a cercarmi là? Sarei stato al sicuro! Sono tornato ora perché non ce la facevo più a stare lontano da voi… inoltre non sopportavo più tutte quelle saune e quella lingua impossibile!»
Tutti annuiscono. Poi Giuseppe prende la parola. «Ma chi ti aiutato in tutto questo?»
«Nessuno. Ho fatto tutto da solo.» Mario senior mente, ma nessuno se ne accorge. «Ma venite qui ora. Abbracciatemi. Ho aspettato tanto per quest’abbraccio collettivo della mia famiglia... ma un momento? Manca qualcuno!»
«Sì, i tuoi nipoti: Andrea è partito per andare a studiare in Italia, Giorgia è sempre in giro ed Edoardo è andato a togliersi il gesso al braccio.»
«Ah… ma manca anche Maria. Dov’è?»
Solo in quel momento gli altri si accorgono dell’assenza di Maria, che arriva un secondo dopo, tenendo in mano un panino.
«Mi sono persa qualcosa? Non trovavo più la strada tornando dalla caffetteria della polizia qui dietro l’angolo…»
Subito dopo vomita la metà del panino che aveva già mangiato.

A. Il vomito finisce addosso al commissario grassottello che s’indigna e sbatte dentro anche Maria.

B. Maria vomita un altro paio di volte perché è incinta, ma finge di avere un’intossicazione alimentare.

C. Edoardo Maccheroni arriva dall’ortopedia, scivola sul vomito e si rompe l’altro braccio.

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mercoledì 17 gennaio 2018

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: episodio 16

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Thilde Krauten propone ad Andrea Maccheroni di passare alla Sanide (la ditta dei Krauten) e lui accetta. Durante la festa aziendale della Sanide, Thilde è euforica e lancia palle da golf (una pallina rompe la finestra di Giuseppe Maccheroni), Andrea è timoroso e chiede aiuto per il trasferimento in Italia, Maria Maccheroni arriva stralunata e firma per sbaglio un progetto a contratto per la Sanide. Giuseppe Maccheroni è invece furioso e arriva anche lui alla Sanide con una mazza da baseball, sfascia tutto e sta per colpire Thilde Krauten quando la vista di suo padre, che credeva morto, lo interrompe. In lacrime la famiglia ritrovata si abbraccia ma arriva la polizia e arresta il vecchio Maccheroni. Lo sta per portare via mentre arriva sua moglie, madre di Giuseppe e Maria Maccheroni, Rosa Rosi… [Ha vinto la scelta A]

Rosa Rosi alla fine si decide e va verso l’ascensore perché è troppo stanca per fare le scale. Schiaccia il tasto e aspetta con molta impazienza. «Forse avrei dovuto fare le scale» pensa «ma no, l’ascensore è sicuramente più veloce.» Subito dopo si aprono le porte ed entra in fretta. Le porte si richiudono e l’ascensore parte cigolando e traballando un po’. L’ascensore sale di qualche centimetro, ma poi fa uno strano suono e si blocca di colpo. Rosa schiaccia di nuovo il tasto per il primo piano ma non succede niente. Lo schiaccia ancora… e ancora… e ancora… niente! Allora schiaccia tutti i tasti nervosamente in preda al panico e alla voglia di salire per vedere il marito Mario senior che pensava morto da tempo.
In quel momento la polizia sta trascinando Mario Maccheroni senior fuori dalla sede delle Sanide. Il commissario tarchiato guida la squadra: vorrebbe prendere l’ascensore ma è occupato. Impreca ed è costretto, suo malgrado, a scendere le scale. Due dei suoi agenti più robusti tengono per le spalle Mario senior che non sembra lamentarsi più di tanto. Rosa Rosi vede che sta succedendo qualcosa e, anche se non è certa di riconoscere suo marito, sente che sia lui. Sbatte allora i pugni contro il vetro delle porte dell’ascensore per richiamare l’attenzione, quantomeno per farsi aprire e non rimanere bloccata. Nessuno la sente. La polizia è già scesa al piano terra e sta uscendo dall’ingresso principale sulla via Kungsgatan. Lì fuori ci sono le pattuglie della polizia a sirene spiegate e ci si potrebbe aspettare il solito capannello di persone interessate, invece non c’è nessuno perché in Svezia ognuno si fa i fatti propri. Quindi la polizia se ne va, quasi senza essere vista con Mario Maccheroni senior ammanettato e seduto nel sedile posteriore. L’attimo successivo arrivano anche gli altri Maccheroni che seguono la polizia per capire che fine farà Mario. Giuseppe informa al telefono la moglie Teresa e il fratello Mario junior mentre Maria, prima vomita sul marciapiede forse per il nervosismo, poi corre a prendere la macchina per portare Giuseppe e Edoardo verso la centrale di polizia. Anche i Krauten seguono interessati.
«Accitenti! Ormai la festa è finita!» Commenta Klaus.
«Ke kosa stai ticento? La festa inizia atesso…» Risponde cinicamente sua sorella Thilde.
Rosa guarda la scena impotente e urla per attirare l’attenzione ma in quel momento c’è troppa confusione e tutti pensano che siano grida che vengono dalla strada o da qualcuno preoccupato all’interno del palazzo. Alla fine prova anche a schiacciare il tasto dell’allarme. Prova un paio di volte, ma non funziona e alla terza volta le rimane in mano. Irrimediabilmente rotto. Rosa ha un momento di sconforto quando si accorge che ormai l’atrio è in silenzio perché tutti se ne sono andati. Tutti? No, non tutti.
Quando si accorge che la situazione si è calmata, Andrea Maccheroni esce dal suo nascondiglio dietro la tenda. Nella stanza non c’è più nessuno. Sono già passati più di venti minuti da quando la polizia se n’è andata. Non è stato affatto facile per lui starsene lì dietro in silenzio tutto il tempo. I segni delle lacrime sono ancora freschi sulle sue guance. Che fare ora? È tempo di andare avanti, di voltare pagina come si era prestabilito di fare: cambiare nome, dedicarsi alla pittura e fingere di andare a studiare in Italia? O stare vicino alla sua famiglia: conoscere il nonno che non ha mai avuto e sostenere suo padre? Andrea se ne sta imbambolato in mezzo alla stanza, immerso nei suoi dubbi e incertezze.
«Maletizione! Zei ankora qvi?» No, non tutti se ne sono andati: infatti Thilde Krauten è ancora nella sede della Sanide. Ha bevuto come una spugna per dimenticare i caotici eventi della giornata e ora è sbronza «Perkè non te ne fai fia, come tutti i tuoi parenti zerpenti?»
Andrea Maccheroni è preso alla sprovvista. Troppo concentrato nelle sue riflessioni, non si accorge dello stato di Thilde e chiede innocentemente. «Thilde, tu mi ha sempre consigliato bene. Ora ho bisogno ancora del tuo aiuto. Non so che fare. Stare vicino alla mia famiglia in questo momento delicato e posticipare la mia finta partenza o approfittare delle distrazioni di mio padre e attuare il nostro piano?»
Thilde non ce la fa più ad ascoltare i patemi d’animo del ragazzo e grazie alla disinibizione dell’alcol si sfoga. «Eppasta, per piacere! Tecititi da zolo per una puona folta, per Tio! Ke fuoi ke ne zappia io? Ti ho tato una possipilità? Zì? Se t’interessa prentitela, altrimenti laschia stare!» Poi sbuffa sollevata «E ora per fafore laschiami stare un po’ ta zola e in pace!»
Andrea è indispettito da quell’atteggiamento, ma soprassiede poiché ha capito che Thilde è ubriaca. Quindi se ne va dalla sede della Sanide con più dubbi di quanti ne avesse prima. Nella rampa delle scale, andandoci quasi a sbattere, incrocia Martha Fischer (la mamma di Thilde) che era rimasta fuori in strada a seguire la situazione. No, non tutti se ne erano andati.
«Qvesti ciofani… sono zempre ti fretta!» Poi rientra in sede e recupera il marito in carrozzella Ralf che aveva momentaneamente parcheggiato in un angolo dell’atrio. Poi chiama a voce alta la figlia Thilde che non risponde. «Pozzipile ke non ci zia nessuno?»
Qualcuno c’è in realtà e urla per farsi sentire: è Rosa ancora nell’ascensore.
«Qvualkuno sta kietento aiuto» Il vecchio Ralf incredibilmente sente le richieste.
«Certo, certo, karo mio, c’è zempre qvualcuno da aiutare nel monto!» La moglie non sente nulla invece e non gli crede, conoscendo la sua proverbiale sordità.
«No, no, non ho mai tetto che il fecchio Makkeroni toccò il fonto… io ho tetto ke c’è qvualcuno ke kiete aiuto dall’ascens…»
Martha lo interrompe assecondandolo. «Va pene, karo. Topo aiuteremo tutti qvanti! Topo però. Ora mettiamoci il ciuppotto e antiamo a casa.» Martha apre la porta della stanza guardaroba e cerca la sua giacca e quella del marito. In un angolo, nella penombra, c’è una sorpresa: due persone che si baciano appassionatamente. Sono due giovani. Sono due persone che dovrebbero odiarsi, invece si amano. Sono innamorati da poco ed è quasi bastato un colpo di fulmine. Quei due ragazzi che si baciano senza prendere fiato sono Giorgia Maccheroni e Stefan Krauten, rispettivamente figli di Giuseppe e di Thilde. No, non tutti se n’erano andati.

A. Martha sta per scoprirli, ma Ralf attira la sua attenzione perché sta cadendo dalle scale con la carrozzella nel tentativo di liberare Rosa Rosi dall’ascensore.  

B. Giorgia e Stefan si accorgono di Martha e si staccano in tempo fingendo di cercare l’Amplifon del vecchio Ralf.

C. Martha li vede (scandalo!) e medita di far trasferire Stefan nel castello di famiglia in Westfalen.


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mercoledì 29 novembre 2017

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: episodio 15

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Thilde Krauten propone ad Andrea Maccheroni di passare alla Sanide (la ditta dei Krauten) e lui accetta. Durante la festa aziendale della Sanide, Thilde è euforica e lancia palle da golf dalla finestra (una pallina rompe la finestra di Giuseppe Maccheroni), Andrea è timoroso e chiede aiuto per il trasferimento in Italia, Maria Maccheroni arriva stralunata e firma per sbaglio un progetto a contratto per la Sanide. Giuseppe Maccheroni è invece furioso e arriva anche lui alla Sanide con una mazza da baseball, sfascia tutto e sta per colpire Thilde Krauten quando la vista di suo padre, che credeva morto, lo interrompe. In lacrime la famiglia ritrovata si abbraccia ma arriva la polizia a guastare la festa… [Ha vinto la scelta C]

I poliziotti sono entrati nell’ufficio di Thilde Krauten e ora aspettano in piedi in silenzio. Tutti si chiedono che cosa stiano facendo. Klaus Krauten, fratello di Thilde, rompe gli indugi. «Tunqve? Ke kosa aspettate? Arrestate qvell’uomo fiolento!»
I poliziotti non rispondono. Un attimo dopo entra il commissario della polizia. È un uomo basso, grassottello e poco allenato, uno standard insolito per la Svezia. Il commissario arriva affannato, si sventola un foglio davanti alla faccia per prendere aria e si fa largo tra tutti i membri dei Krauten. Poi si mette davanti ai suoi subalterni, prende fiato e legge dallo stesso foglio di prima. «Tesoro ricordati di comprare le banane quando torni dal lav...»
Un poliziotto interviene sottovoce. «Credo che abbia sbagliato foglio, commissario…»
«Dannazione. È vero, ha ragione!» Il commissario mette via il messaggio di sua moglie e cerca il foglio giusto.
Nel frattempo Giuseppe Maccheroni, ancora in lacrime, chiede chiarimenti al padre Mario. «Raccontami cosa è successo prima che mi portino via.»
«Non è il momento adatto figliolo, non si può raccontare tutto quello che è successo in cinq…»
«Papà, fai quello che ti ha chiesto Giuseppe!» Anche Maria Maccheroni vuole sapere «Ce lo devi!».
Mario sospira e guarda il commissario che intanto sta ancora cercando il comunicato nelle tasche della giacca. «Allora… da dove cominciare. Hm… in quel famoso naufragio non sono morto, sono solo svenuto. Dopo che la mia barca si è rovesciata durante la tempesta ed io sono caduto in mare, ho cercato di nuotare come potevo e sono salito su una zattera di fortuna fatta da pezzi della barca stessa. A quel punto un oggetto mi ha colpito in testa e ho perso i sensi. Quando mi sono risvegliato…»
«Ah, eccolo» Il commissario ha trovato quello che cercava «Mario Maccheroni, sei in arresto per falsità ideologica e materiale ai danni dello stato svedese secondo la legge 1974:15b!» Tutti sono stupiti che la polizia sia lì per il vecchio Maccheroni e non per Giuseppe e per i danni che ha fatto alla sede della Sanide. Non tutti sono stupiti a dire il vero. Il commissario prosegue nel suo comunicato «Mario Maccheroni, lei ha il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa dirà potrà e sarà usata contro di lei in tribunale. Ha diritto a un avvocato e se non può permetterselo, le sarà assegnato uno d'ufficio.» Il commissario tossisce e mette via il foglio.
Stefan e Kristen Krauten, figli di Klaus, commentano sottovoce tra di loro in contemporanea. «Non trofi ke zia un po’ troppo amerikana qvesta frase?»
Il commissario non li sente e conclude il suo discorso «Bene, portatelo via!»
I poliziotti presenti eseguono. Sollevano il loro uomo prendendolo da sotto le spalle tra le proteste dei Krauten. «Ma kosa diafolo state facendo?»
I poliziotti non vogliono sentire storie. «Andiamo, ha già finto abbastanza… è inutile che finga anche di essere seduto in carrozzella!»
«Ah, ziete fenuti per portarmi finalmente una mozzarella?»
«Ma che sta dicendo. La smetta. Si alzi e si faccia arrestare da uomo vero!»
Thilde Krauten si riprende dallo shock della situazione e alza la voce interrompendo. «Ma ziete pazzi? Qvell’uomo in carrozzella ke afete preso è mio patre: Ralf Krauten, razza ti itioti tella polizei. Qvello è Mario Makkeroni.»
Il commissario è in imbarazzo. «Hm… davvero?» Lo sguardo infuriato di Thilde e degli altri membri della famiglia Krauten parla da solo. «Chiediamo scusa… infinitamente scusa. Agenti, prendete l’uomo giusto!» I poliziotti lasciano Ralf di peso sulla sedia e si avventano su Mario Maccheroni che non oppone resistenza. «Sapevo che prima o poi mi avrebbero trovato...»
Giuseppe e Maria Maccheroni sono sempre più sbalorditi e non sanno cosa dire. Mentre lo ammanettano, Mario cerca di giustificarsi davanti ai figli ritrovati «La situazione è più complicata di quello che sembra… ma un giorno vi spiegherò tutto! Ve lo prometto.» Poi la polizia lo solleva e comincia a portarlo via.
In quel momento però, avvisata da Maria, arriva una ragazza giovane dallo sguardo perso nel nulla, la faccia stanca e gli occhi rossi: è Giorgia Maccheroni, secondogenita di Giuseppe. Entrando in stanza vede suo nonno Mario in manette, ma ovviamente non lo riconosce perché non l’ha mai conosciuto, e quindi rimane impassibile. Reagisce invece diversamente, con un sorriso acceso e ammiccante, quando vede il giovane Stefan Krauten… o era sua sorella Kristen? I due si assomigliano così tanto che è facile confonderli. Giorgia rimane quindi imbambolata a guardare Stefan e subito dietro di lei arriva Edoardo Maccheroni, terzogenito di Giuseppe, ancora con il braccio destro rotto. Edoardo sta guardando le qualificazioni ai mondiali al cellulare con la mano sinistra e appena capisce la situazione, twitta la frase “Non so se gli amici svedesi mi prenderanno più per il culo per l’arresto di mio nonno o per la nazionale! #Russia2018”. I due ragazzi erano a cena dalla nonna, Rosa Rosi, nonché moglie di Mario Maccheroni, la quale sta cercando parcheggio e quindi è un po’ in ritardo. Dopo qualche minuto, Rosa entra di fretta nell’ingresso principale della sede della Sanide a Kungsgatan 3. È sconvolta e paonazza in volto. Nell’atrio non sa se prendere le scale o l’ascensore.

A. Rosa prende l’ascensore, che si blocca a metà, e non incrocia Mario perché la polizia lo sta portando via scendendo le scale.

B. Salendo le scale, Rosa vede suo marito Mario portato via in manette e gli dà uno schiaffo.

C. Rosa e Mario s’incrociano sulle scale ma lei non lo riconosce e lo scambia per il commissario della polizia.

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domenica 26 novembre 2017

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: riassuntone

La famiglia Maccheroni è in macchina. Mentre Giuseppe, padre di famiglia e capo dell’azienda di sanitari Sanit, è alla guida, riceve una brutta notizia al telefono. Immerso nei suoi pensieri, non vede che una renna si è fermata in mezzo alla strada. Per evitare l’animale, sterza e l’auto esce di strada. Il primogenito Andrea è in coma farmacologico e il terzogenito Edoardo ha un braccio rotto, gli altri (la moglie Teresa, la secondogenita Giorgia e Giuseppe stesso) sono miracolosamente illesi. Giuseppe era stato distratto dalla notizia che la famiglia tedesca Krauten (e la loro ditta di sanitari Sanide) è appena giunta in città: c’è un segreto tra di loro che nessuno osa raccontare. Qualche giorno dopo l’incidente d’auto il primogenito Andrea Maccheroni è ancora in coma in ospedale e Giuseppe attende la visita di sua sorella Maria. Dopo aver sbagliato ospedale, Maria va a far visita ad Andrea in ritardo proprio mentre lui si risveglia dal coma. Il giorno stesso Maria torna al lavoro nella Sanit, la ditta di sanitari di famiglia, e ci rimane fino a tarda sera. Dopo il lavoro, stanca morta, Maria finisce per sbaglio a casa della famiglia rivale Krauten, appena trasferitisi a Stoccolma nel palazzo di fronte a quello dei Maccheroni. Al buio non si accorge di non essere a casa sua e finisce addirittura a letto con Franz Schneider, marito di Thilde Krauten. Presa dal panico e per non far spargere la voce, Maria è costretta ad accettare il ricatto di Franz: disegnare un progetto di water che Franz presenterà agli altri membri della famiglia Krauten spacciandolo per proprio. I Krauten della ditta Sanide però rifiutano il progetto e lo lanciano fuori dalla finestra in forma di aeroplano di carta. L’aeroplanino finisce nello studio dei Maccheroni che si trova dall’altra parte della strada. Un furioso Giuseppe straccia il progetto e lo getta nella spazzatura. Mario, fratello di Giuseppe e Maria Maccheroni, lo recupera e, riconoscendo lo stile familiare del disegno, chiede a sua moglie Monica che cosa si potrebbe fare. In quel momento sopraggiunge Maria che mal interpretando le parole dei due crede che il suo involontario tradimento con Franz sia stato scoperto e confessa. Mario allora corre furioso da Franz e a sorpresa lo bacia per vendetta. Thilde Krauten, moglie di Franz, vede il bacio e decide di attuare un’altra vendetta presentandosi all’ospedale dove sta per essere dimesso Andrea, primogenito della famiglia Maccheroni. Thilde propone ad Andrea di passare alla ditta rivale, la Sanide. Riaccompagnato a casa da Thilde, Andrea non trova suo padre ad attenderlo perché Giuseppe, deluso dalla brutta giornata lavorativa, è andato a bere al bar, dove gli sembra di vedere di sfuggita suo padre, morto molti anni fa. La sera stessa Andrea litiga con suo padre appena tornato ubriaco dal bar e decide di accettare l’offerta di Thilde, cambiando identità. Andrea comunica la sua decisione anche a sua madre Teresa, che promette di andarlo a trovare ogni fine settimana. Mentre Thilde lancia palle da golf dalla finestra del suo ufficio durante la festa aziendale della Sanide (una pallina rompe la finestra di Giuseppe), Andrea arriva per chiedere aiuto. In quel momento arriva stralunata anche Maria Maccheroni che firma per sbaglio un progetto a contratto per la Sanide. Subito dopo un furioso Giuseppe giunge alla Sanide con una mazza da baseball. Una volta scoperto ciò che ha fatto sua sorella perde la testa, sfascia tutto e sta per colpire Thilde quando la vista di suo padre, che invece non era morto, lo interrompe. In lacrime la famiglia ritrovata Maccheroni si abbraccia ma arriva la polizia a guastare la festa.