giovedì 11 maggio 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: lo sportivo

Giornata tipo dello sportivo:
6:30 alzarsi dal letto come se fossero addominali;
6:40 fare pipì come se fosse il lancio del giavellotto;
6:45 doccia come se fosse rafting;
7:00 colazione con bicchiere di latte come se (ci) fosse calcio;
7:20 vestirsi casual come se fosse (una) polo;
7:30 al lavoro in bici come se fosse ciclismo (ovviamente);
7:45 su fino al quinto piano senza ascensore come se fosse climbing;
8:00 lavorare come personal trainer come se fosse lavorare come personal trainer;
10:00 correre a consegnare un messaggio invece di spedire un’e-mail come se fossero i 100 metri;
11:30 sentirsi a cavallo dopo aver avuto un aumento dal capo come se fosse equitazione;
12:00 incrociare le posate per un’insalata a pranzo come se fosse fioretto;
13:00 lavorare come istruttore di nuoto come se fosse nuoto (ovvio bis);
13:30 sistemare tutti i raccoglitori di tutti i corsi di nuoto come se fosse sollevamento pesi;
15:00 assistere a un diverbio tra due colleghi come se fosse tennis;
16:00 raggiungere il proprio armadietto tra tutti i ragazzini in piscina come se fosse slalom gigante;
17:00 tornare a piedi a casa dal lavoro come se fosse trekking;
17:00bis-nordico-invernale tornare a casa sulla neve come se fosse sci di fondo;
18:00 fare un’ora di palestra come se fosse niente;
19:00 centrare i vestiti sudati nel cestino dei panni sporchi come se fosse pallacanestro;
19:30 cena tagliando una bistecca con il coltello come se fosse sciabola;
20:00 giocare con i figli come se fosse decathlon;
20:30 cullare il figlio neonato come se fosse lancio del peso (senza lancio però);
21:00 litigare con il partner per decidere chi riordina la tavola come se fosse pugilato;
21:30 riappacificarsi con il partner facendo l’amore come se fosse lotta greco romana;
22:00 bagno rilassante come se fosse nuoto sincronizzato;
22:15 scivolare sotto le coperte come se fosse bob;
22:30 addormentarsi sul proprio letto come se fosse apnea;

Nike: dea della vittoria

mercoledì 10 maggio 2017

INTERVISTE IMMAGINARIE – Quanto si legge?

Per la nuova intervista della settimana abbiamo l’onore di presentarvi il giornalista italiano di fama internazionale Gianni Epinotto che ha lavorato, lo ricordiamo, in Italia principalmente per la Res publica e il Corriere della Serata, mentre all’estero per il Nightly Telegram, Le Mon Dieu, il Washington Pre e infine anche per El Ciudad. Buonasera signor Epinotto, oggi affrontiamo un discorso spinoso che colpisce nel profondo un po’ tutti gli italiani… ma vedo che scalpita: vuole introdurre lei il discorso?
            Grazie per avermi dato la parola… oggi andremo a sviscerare un dibattito del quale i mass media e l’opinione pubblica parlano da molto tempo. Andiamo ad affrontare un’aspra critica che viene rivolta al popolo italiano.
            E racconti dunque ai nostri lettori qual è questa critica.
            La critica che ci viene rivolta è che siamo una popolazione che legge poco… molto poco… troppo poco. Inoltre sembra anche che agli italiani piaccia molto scrivere…
Tant’è che siamo spesso definiti come un popolo di molti scrittori e pochi lettori.
Esatto, molti stranieri ce lo dicono e siamo noi stessi a esserne più o meno consapevoli. Ma non è soltanto l’opinione degli altri ad alimentare questa brutta reputazione ma sono soprattutto molte statistiche a dirlo, in particolare per quanto riguarda la poca lettura, e i dati sono preoccupanti…
            Dice bene signor Epinotto… per fortuna che anche una fonte così autorevole come lei ci fa eco in questo spazio settimanale. I dati sono molto preoccupanti: secondo l’Istat, la maggioranza degli italiani, circa il 60% non ha mai letto un libro nel 2015, mentre della restante minoranza, circa il 14% degli italiani, i cosiddetti lettori “forti”, legge più di dodici libri l’anno, mentre circa il 45%, i cosiddetti lettori “deboli”, al massimo tre.
Sì, sì. È incredibile… e secondo i dati siamo tra i peggiori in Europa: paragonati, per esempio, alla Spagna, dove quelli che non leggono neanche un libro sono circa il 38%, e alla Francia, dove la percentuale scende al 30%... e di questi dati gli italiani non sembrano preoccuparsi più di tanto.
Francia o Spagna? Basta che se magna… forse qualcuno penserà. Mah, sono perplesso. Comunque sono veramente dei dati sconvolgenti…
Molto sconvolgenti perché falsi… o meglio, sono dati che non corrispondono esattamente alla realtà dei fatti se analizziamo in profondo la vita quotidiana degli italiani.
In che senso scusi?
Nel senso che ora sfateremo questo luogo comune che gli italiani non sono buoni lettori. Mi segua nel mio ragionamento. Allora, non è vero che noi italiani non leggiamo, che siamo dei lettori “deboli”… leggiamo molto invece ma, come le dicevo prima, lo facciamo nei piccoli gesti della vita quotidiana: per esempio, leggiamo i cartelli pubblicitari con le donne nude, il retro del cartone del latte, i giornali sportivi, i cartelli stradali… anche se a dir il vero, non tutti lo fanno… leggiamo il contachilometri sul cruscotto della macchina per evitare le multe, l’oroscopo una volta a settimana…
            Dice sul serio?
            Certo… inoltre leggiamo i cartelli delle vie, i messaggini sul cellulare, le vignette nelle riviste di parole crociate, le didascalie delle riviste di gossip… giusto per citare alcuni dei molteplici esempi.
            Sono sconvolto dalle sue parole. Non le pare di esagerare?
Nient’affatto. Inoltre abbiamo sfatato il mito dell’italiano che legge poco? E allora sfatiamo anche la leggenda dell’italiano scrittore.
Dove vuole andare a parare signor Gianni Epinotto?
Voglio solo fare questa considerazione: in realtà, la media degli italiani che scrivono è molto più bassa di quella del resto degli europei, ma… ma… la media degli italiani che vorrebbero pubblicare alla ricerca di una personale soddisfazione e approvazione pubblica è invece superiore a quella degli altri europei… capisce la differenza?
Beh su questo potrei darle anche ragione…
Certo che ho ragione… e non le ho ancora esposto le mie teorie a proposito delle dicerie sull’analfabetismo funzionale che vige in Italia…
…mi scusi, ma quest’argomento forse merita una puntata a se stante. Inoltre sento che sto per risvegliarmi da questo brutto sogno. La TV è ancora accesa... devo essermi addormentato guardando la finale del Grande Fratello. Ora spengo la TV e vado ad addormentarmi chino su un libro.

giovedì 4 maggio 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: l’insonne

Di giorno potete trovate (anche davanti allo specchio) questo personaggio mitologico che dorme una decina di minuti sul sedile dell’autobus o della metropolitana oppure che si appisola un attimo, tra un battito di ciglia e un altro, davanti al computer o leggendo un libro. Di notte invece lo trovate dritto disteso sul suo letto con gli occhi ben spalancati e due belle occhiaie di contorno. In poche parole: assonnato di giorno, insonne di notte. Questo è dunque il suo tipico problema e purtroppo non ci si può fare molto, nemmeno dormirci sopra. Che fare allora? Chiedendo in giro, informandosi su internet, ottenendo costose consulenze mediche o semplicemente andando per tentativi ed errori, l’insonne ha redatto una lista di consigli per tutti i suoi simili: leggere libri (possibilmente noiosi… possibilmente di Proust), mettere un piede fuori dalle coperte (possibilmente senza calzino… possibilmente non lavato), girovagare per casa (possibilmente in ciabatte… possibilmente senza pezzi di lego sparsi sul pavimento), guardare il cellulare (possibilmente un sito noioso… possibilmente questo blog), guardare la tv (possibilmente un dibattito politico… possibilmente con le cuffie), scrivere un diario (possibilmente con carta e penna… possibilmente a luce spenta), bere litri di camomilla (possibilmente a temperatura ambiente… possibilmente andando in bagno subito dopo), esercizi di mindfulness o meditazione (possibilmente visualizzando una camminata immaginaria nel proprio quartiere… possibilmente ricordandosi di mettersi i vestiti in caso di sonnambulismo), contando le pecore (possibilmente a due a due… possibilmente evitando di prendersi le zecche), pensare a quello che è successo durante il giorno (possibilmente non pensando al fatto che non si riesca a prendere sonno… possibilmente senza entrare in un circolo vizioso), pianificare quello che succederà domani (possibilmente convincendosi di riuscire a dormire… possibilmente usando tanta fantasia). Infine, dopo aver esaurito questa lista di consigli strampalati e dopo aver rispolverato ogni angolo del cervello in cerca d’ispirazione, eccolo lì il sonno che arriva a prenderlo… e quando sta per avere l’idea del secolo per il suo prossimo progetto lavorativo o del tempo libero, si addormenta e non ha tempo di annotarla. Buonanotte a tutti!


Nyx: dea della notte.

martedì 25 aprile 2017

SOUP OPERA – Un minestrone di emozioni: episodio 8

NELLE PRECEDENTI PUNTATE. Il progetto di water di Maria Maccheroni della Sanit scritto sotto ricatto da parte di Franz Schneider, viene rifiutato dalla Sanide della famiglia Krauten e finisce per sbaglio nell’ufficio di Giuseppe Maccheroni. Suo fratello Mario lo recupera e mentre chiede consiglio sul da farsi a sua moglie Monica incontra la sorella Maria Maccheroni che confessa il suo tradimento. Mario allora corre furioso da Franz Schneider e lo bacia… [Ha vinto la scelta C]

Mario ha fatto un passo dentro casa e sta baciando Franz, il quale è preso alla sprovvista e non reagisce. La sorpresa di Franz è grande e il bacio si prolunga di conseguenza. Franz sembra travolto dalla situazione. Mentre i due sono bloccati in questa impasse, qualcun altro sale gli ultimi scalini. Sono passi rapidi, sicuri e scattanti. Sono passi di donna. Il rumore dei tacchi sul marmo delle scale rimbomba in tutte le rampe. Mario e Franz, però, non sembrano badarci. Thilde Krauten, la moglie di Franz, intanto percorre anche l’ultimo scalino e giunge al pianerottolo. Aveva lo sguardo verso la borsetta alla ricerca delle chiavi e solo quando arriva all’ultimo piano solleva gli occhi e si accorge che qualcuno sta baciando suo marito. Non riesce a crederci e si ferma di colpo. Non si capacita di quello che sta succedendo e a maggior ragione del fatto che l’altra persona è un uomo. Non un uomo qualsiasi, ma un Maccheroni, Mario Maccheroni per la precisione. Thilde corruga la fronte e ha le gambe bloccate in quella posizione. Non riesce a muoversi, così come Franz e Mario che hanno ancora le labbra appiccicate. Dopo qualche secondo Thilde si ricompone e fa qualche passo indietro, scendendo di qualche gradino per osservare la scena senza essere vista. Appena si ferma di nuovo, Mario Maccheroni si stacca da Franz. Si stacca con la stessa rabbia con cui si era attaccato qualche minuto prima. Poi lo spinge in là.
«Ecco, ora anche tu puoi provare cosa vuol dire sentirsi abusati senza il proprio consenso!»
Franz si asciuga le labbra ancora frastornato, ma il ghigno che aveva prima del bacio rispunta sulla sua faccia.
«Ah, qvinti è per qvesto ke mi hai paciato? Te l’ha kiesto tua zorella?»
«No, lei non c’entra niente!» Poi la sua ira si placa un po’ «Comunque non ti ho baciato solo per quello… ma lo saprai a tempo debito.»
Franz ghigna ancor più di prima.
«Atesso kapisko perké ziete fratello e zorella… entrampi paciate pene!»
Ora è Mario a essere sorpreso e lusingato.
«Grazie…» Mario risponde d’istinto, poi si riprende «beh, risparmiati questi complimenti, lurido bastardo!»
«Facci piano kon le parole!»
Thilde ha ascoltato tutto e sta bollendo di rabbia. Ha ascoltato lo scambio tra suo marito e Mario Maccheroni e si ripete in testa queste frasi che non riesce del tutto a spiegarsi: «zentirsi abusati senza il proprio konzenzo… entrampi paciate pene… a kosa si riferiscono qveste parole?» Vorrebbe intervenire, fare qualche passo avanti, uscire allo scoperto e chiedere spiegazioni di parole che fanno pensare ad un altro tradimento, oltre al bacio a Mario Maccheroni che ha appena visto. Thilde fa uno scalino in avanti e stringe i pugni minacciosa. Poi riflette ancora una volta e si placa: controlla le sue emozioni, fa uno, due, tre passi indietro e infine volta le spalle e scende lentamente le scale. Ha avuto un’idea.

A Kungsgatan 2, nella sede centrale della Sanit, Giuseppe Maccheroni sta lavorando sodo alla ricerca di un nuovo progetto che possa sbaragliare la concorrenza della ditta rivale Sanide della famiglia Krauten. Scrive, cancella, riscrive, accartoccia fogli e prende fogli nuovi in continuazione: purtroppo non ha idee valide. Sbatte nervosamente i pugni sul tavolo e impreca verso l’alto.
«Maledizione! Se solo le buone idee piovessero dal cielo… o arrivassero dalla finestra!»
Non si dà pace ed è così preso dal suo lavoro che non si accorge di non avere il cellulare con sé, non sa che sua moglie Teresa l’ha chiamato un paio di volte sul cellulare e gli ha mandato un messaggio. Il messaggio è molto importante. Giuseppe lo leggerà quando sarà troppo tardi.

Un infermiere entra nella stanza degenze dell’ospedale Danderyd con faccia perplessa. Sta cercando una persona ma non sembra trovarla. Nella stanza c’è solo Andrea Maccheroni, primogenito di Giuseppe e Teresa Maccheroni. Andrea è vestito in jeans e maglione e ha preparato le valige, pronto per essere dimesso. L’infermiere in divisa si guarda ancora attorno e poi si fa coraggio e chiede. «Ha mica visto una ragazza di nome Andrea Macceroni?»
«Semmai Maccheroni… come se ci fosse una cappa in mezzo! Comunque sono io!»
«Lei?» L’infermiere è ancora più sorpreso e si lascia sfuggire un commento poco professionale «Le chirurgie plastiche moderne fanno miracoli…»
«Ma no!» Anche se ha poche forze, Andrea riesce ad alterarsi e ad alzare la voce «Sono un uomo! È un nome italiano… e in Italia Andrea è un nome maschile! Quante volte dovrò ripeterlo…»
«Stia calma... hm, calmo! Per me era la prima volta! Ad ogni modo sono qui per dirle che suo padre, che sarebbe dovuto venire qui a prenderla, non c’è… ma c’è qualcun altro!»
L’infermiere esce e lascia ad Andrea una faccia a punto interrogativo.
«Chi è venuto?» L’infermiere è sparito dietro l’angolo e Andrea prova a ripetere «Chi c’è a prendermi?» Nessuno risponde.
Andrea rimarrà col dubbio ancora per poco perché dal fondo del corridoio si sentono arrivare dei passi. Sono passi lenti, sicuri e ponderati. Sono rumori di tacchi sul pavimento in linoleum. Sono passi di una donna. La conferma arriva dalla sagoma dell’ombra che mostra una donna alta con una borsetta, dal portamento deciso e dai capelli corti. Ancora pochi passi e quella donna, che Andrea non riconosce, entra e lancia subito uno sguardo affabile al giovane Maccheroni.
«Salve Andrea!» Ora Andrea la riconosce «A qvanto pare qvalkuno zi è timeticato di te occi… ma qvel qvalkuno non zono io!»
«Thilde Krauten! Che ci fa lei qui?»

A. Thilde Krauten vuole sedurre sentimentalmente Andrea per vendetta?

B. Thilde Krauten vuole convincere Andrea a passare alla Sanide, la sua ditta di sanitari, per vendetta?

C. Thilde Krauten vuole rapire Andrea e magari ucciderlo per vendetta?


Avete una settimana di tempo per votare una delle tre alternative con un commento alla fine di questo episodio sul blog, su Facebook, oppure scrivendomi su Twitter (@robriva82). Vi basterà scrivere “A”, “B” o “C” per votare.

giovedì 20 aprile 2017

EPICA MODERNA - Le nuove creature mitologiche: il postat(t)ore

Occhio di bue puntato su di me…
Prologo. Signore e signori, oggi vi presento un mio caro amico, un vostro caro amico, un nostro caro amico e a volte, bisogna ammetterlo, anche noi stessi: il postat(t)ore. È una persona che modifica la realtà per apparire migliore agli occhi degli altri. È una persona che esalta i propri pregi e nasconde i propri difetti. È una persona che recita una vita e vive recitando, come un attore consumato. In poche parole è una persona. Per mettere in piedi questa messa in scena calca diversi palcoscenici: Facebook, Twitter, Instagram, google+ e chi + ne ha più ne metta. Ora, però, silenzio, eccolo che arriva: si va in scena!
Atto uno. Scena uno: le vacanze esotiche. Descrive e posta una foto di una bellissima spiaggia esotica del sud est asiatico, con palme, sabbia bianca finissima, mare blu e cielo azzurro… ma non menziona l’attacco di diarrea che gli è venuto quando ha dimenticato di sciacquare con acqua minerale una fragola che ha mangiato in quella stessa spiaggia e che l’ha costretto a stare chiuso in albergo tre giorni su sette della propria vacanza.
Scena due: il lavoro dei sogni. Non perde tempo a reclamizzare l’aumento di stipendio e quanto siano simpatici i suoi colleghi… ma omette che l’hanno appena costretto a lavorare tutto il fine settimana e i colleghi ora lo odiano perché ha camminato in testa a tutti pur di fare il salto di carriera.
Atto due. Scena uno: l’amore. Ecco la foto della sua dolce metà al tavolo di un ristorante “in” della città a San Valentino con tanto di commento “cenetta a lume di candela col mio amore”… peccato non aggiungere anche che un giorno prima usciva senza anello nuziale per cercare di rimorchiare.
Scena due: tanti amici. C’è un hashtag per #gni occasione in cui vuole far sapere al mondo la quantità e la qualità della sua vita sociale. Posta e twitta di continuo com’è bello essere qui, com’è bello andare là, guarda quante cose faccio… ma se lo scrive ogni dieci minuti di sabato sera forse sta più tempo davanti al cellulare che a parlare con gli amici.
Epilogo. Avete visto che artista, che stella! Certo, so di esagerare, ma sono sicuro che in un modo o nell’altro, nel grande o nel piccolo, anche voi siate cascati in questi piccoli peccati veniali… ma c’è tempo per rimediare: chiudete questo blog (solo per oggi ovviamente) e andate a chiacchierare con chi vi sta vicino.
Sipario. Buio in sala.

Talia: musa della commedia e della poesia bucolica.

martedì 18 aprile 2017

KISSENEFREGA – Le previsioni del tempo

Stoccolma, lunedì 15 agosto 2016:
nuvoloso con parziali schiarite, massima 16°C, minima 11°C (come avrete capito dal clima odierno, qui in Svezia non si festeggia il Ferragosto)
Stoccolma, martedì 16 agosto 2016:
nubi sparse e schiarite, massima 18°C, minima 13°C (Ecco finalmente un po’ di “bel tempo” svedese)
Stoccolma, mercoledì 17 agosto 2016:
nubi sparse con possibili piovaschi, massima 16°C, minima 12°C (nota bene che quando le previsioni in Svezia scrivono “possibili piovaschi” diventa “sicuri acquazzoni”)
Stoccolma, giovedì 18 agosto 2016:
coperto con pioggia, massima 11°C, minima 11°C (oh, ve lo avevo detto… ci mancava un po’ di acqua fresca da queste parti)
Stoccolma, venerdì 19 agosto 2016:
temporale con parziali schiarite, massima 19°C, minima 11°C (“potrebbe sempre andare peggio: potrebbe piovere” per tutto il giorno per esempio)
Stoccolma, sabato 20 agosto 2016:
Sereno o poco nuvoloso, massima 21°, minima 13°C (sole nel fine settimana? incredibile! E questo commento ho contribuito allo stereotipo dello svedese medio che parla sempre del tempo)
Stoccolma, domenica 21 agosto 2016:
coperto con pioggia, massima 21°C, minima 12°C (va bene… va bene… il messaggio è abbastanza chiaro: è arrivato il momento per l’estate, e per questo post, di finire!)


E voi direte: e chi se ne frega delle previsioni del tempo di agosto a Stoccolma? Beh, non prendetevela con me, non è colpa mia… io vi avevo avvisati: rileggete il titolo della rubrica, per piacere!

martedì 11 aprile 2017

PROMOZIONE – TEATRO La quiete dopo la tempesta (di emozioni)

Anche quest’avventura con il gruppo teatrale italiano “Varför inte” è finita! Un altro spettacolo portato a casa alla grande: il decimo da quando ho fondato il gruppo assieme al mio amico Christian nel 2009. Quest’anno era il turno di Harvey, commedia di Mary Chase che ha riscosso molto successo da parte del nostro numeroso pubblico. Volete che dia i numeri? Non vi basta che dia i numeri con quello che scrivo in questo blog? No? Allora che numeri siano. Abbiamo portato in scena Harvey al Teater tre di Södermalm a Stoccolma per ben tre volte: giovedì 6, sabato 8 e domenica 9 aprile (in origine avremmo dovuto andare in scena venerdì 7, ma il terribile attentato nel centro di Stoccolma dello stesso giorno ci ha costretto a cancellare la data e a sostituirla con quella di domenica). In totale bene 276 persone sono venute a vederci: niente male, considerato che abbiamo presentato uno spettacolo in lingua italiana in Svezia! Ben fatto e bravi a tutti, dal regista agli attori, passando per gli scenografi, tecnico luci/audio, cuoca, aiutanti e sostenitori!
Ora un po’ di riposo per rimettere in piedi i pezzi e per affrontare la PPD – Post Production Depression (l’ho sentito dietro le quinte da Ingela, un’attrice del gruppo, e mi è sembrato una diagnosi assai azzeccata), la depressione, malinconia e il vuoto che ti prende allo stomaco alla fine degli spettacoli. Qualcuno (Silvia, un’altra attrice del gruppo) penserà che i nostri personaggi siano morti, ma io penso invece che essi continuino a vivere dentro le nostre anime e negli occhi e orecchie dei nostri spettatori. Caro pubblico, continua, dunque, pure a sostenerci come hai fatto in questo lungo fine settimana, perché che spettacolo sarebbe senza un pubblico caloroso come questo? Grazie!
Infine, rimanete dunque allerta voi lettori per scoprire le nostre prossime mosse… non credo che tarderanno molto ad arrivare (http://www.varforinte.net).

Sì, lo so, questo pezzo potrebbe tranquillamente stare nella rubrica “Kissenefrega”… prendetelo come una sottocategoria teatrale!