domenica 26 aprile 2026

ITALIENAREN – PierGianMario

Lui è PierGianMario.
PierGianMario è un opinionista, giornalista, psicologo dello sport, azionista di maggioranza, allenatore, scout di talenti e solo nel tempo libero fa l’operaio, l’impiegato d’ufficio o il libero professionista. PierGianMario si avvolge la sciarpa azzurra attorno al collo e si siede pesantemente sulla poltrona del divano davanti alla televisione con una birra ghiacciata in mano. Segue tutta la partita della nazionale di calcio con ansia. Gioisce, impreca, spera, sbraita, insulta l’arbitro, – tsè, francese, figurarsi – i giocatori, i tifosi e i raccattapalle minorenni dello stadio. Alla fine piange. Un pianto ininterrotto da dodici anni – and counting. Dopo essersi asciugato il viso, si alza dalla poltrona sulla quale aveva lasciato l’impronta indelebile e si sposta nello studio, davanti al monitor di un computer. Lì scrive. Muove le dita sulla tastiera. Allena i movimenti fini. Libera l’atleta dalle falangi d’oro che c’è in lui e commenta, sentenzia, certifica, accusa quello che ha visto e quello che invece avrebbe dovuto essere se solo avessero fatto come aveva detto lui cinque anni fa – o erano cinque minuti fa? Non ricorda. Reagisce, batte i pugni sul tavolo e manda a quel paese altri Nome_utente82 o pseudonimi improbabili come lui – ma peggio di lui, ovviamente – e tutti i giornalisti prezzolati a suo avviso incompetenti.
Dopo una rinvigorita ipertonia arteriosa si calma e torna a sedersi sulla poltrona di prima. Abbandona la sciarpa e indossa un cappellino bianco con visiera. Cambia canale e questa volta non impreca, ma, nonostante non abbia mai tenuto in mano o visto una racchetta, si esalta e si abbandona a grida e lacrime di gioia. Il tennista più pubblicizzato d’Italia si è redento dai suoi peccati quando era ancora altoatesino e ora è tornato a essere italiano, oltre che numero uno al mondo. Non si sa ancora per quanto tempo perché il complesso calcolo matematico dei punti e dei tornei che mancano a fine anno lo tengono sveglio la notte – PierGianMario s’intende, non il tennista. Così si getta a capofitto a cercare forum e siti specializzati di tennis per informarsi e avallare ipotesi suggestive sul proseguimento del cammino del campione. PierGianMario infila le mani in tasca, dove oltre che il cellulare trova la verità, e sforna il piano strategico perfetto per mantenere la testa della classifica il più a lungo possibile: lui sa che Sinner non andrà a Barcellona perché è un torneo minore, sa che forse farà Madrid, ma sarà sicuramente presente a Roma e all’immancabile Roland Garros, dove dovrà consumarsi la Vendetta, con la V maiuscola. Dalla sicurezza che traspare dalle sue parole sembrerebbe che PierGianMario abbia fatto il punto della situazione faccia a faccia con Sinner nei camerini subito dopo l’ultima vittoria a Montecarlo.
Con aria sognante e un sorrisetto beffardo sulle labbra si toglie il cappellino in modo tale da scoprire una fascetta che gli gira attorno alla fronte, le tempie e gli passa sulle orecchie. Ora è pronto a tirare un sospiro di sollievo per non avere preso un altro cucchiaio di legno al prestigioso torneo Sei Nazioni. “Eroici” digita sui social, definendo i quindici ragazzotti muscolosi del rugby dopo averli visti trionfare e compiere l’impresa epica di battere dopo trentacinque anni e per la prima volta assoluta la blasonatissima Inghilterra. I tre leoni sembravano dei gattini spaesati dopo le bastonate prese dai gladiatori latini. Ormai le cose sono cambiate. Non siamo più delle comparse.
PierGianMario solleva la fascetta sopra le orecchie e si mette seduto sulle ginocchia, non prima di essersi infilato delle ginocchiere. Ora è il momento di guardare una squadra di supereroine, che non sbagliano mai, che sono un esempio di professionalità e di competenza. PierGianMario se ne compiace e, nonostante abbia ormai sprecato ogni possibile commento, non si astiene da elogiare la nazionale femminile di pallavolo. Sono inafferrabili, indomabili, inarrivabili. Hanno vinto tutto: europei, mondiali, olimpiadi, universiadi, Nations League, giochi del Mediterraneo, giochi del Caspio, torneo di briscola rionale, tombola parrocchiale, Monopoly tra amici. Tutto ciò che c’era da vincere loro ci hanno messo l’oro sopra.
A fine giornata PierGianMario si toglie tutto l’abbigliamento sportivo non sudato e s’infila sotto le coperte. Ha però una smorfia tra le labbra. Ripensa al mancato approdo al mondiale della nazionale di calcio e prima di chiudere gli occhi aggiorna il suo status sui social: Ci vuole una soluzione per lo sport italiano. Si addormenta. Nonostante le vittorie nel tennis, nel rugby e nella pallavolo, lui si concentra su altro. PierGianMario è fatto così. È proprio come (quasi) tutti noi e allora buonanotte e sogni d’oro.

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