venerdì 12 agosto 2022

KISSENEFREGA – Le fasi

No. No. Nooo. Non è possibile!
Ho da poco letto un messaggio che mi è appena arrivato sul cellulare. Non ci posso credere. Non può essere vero. Si stanno sicuramente sbagliando. Non deve succedere.
Come posso andare avanti così? Io ne ho bisogno. Come cazzo possono pensare di lasciarmi così. Devono fare qualcosa. Devono subito sistemare le cose. Se la situazione è questa potrei morire.
Strozzo un grido in gola e mordo il colletto del maglione. Mi ficco le unghie sulle cosce per sostituire l’angoscia mentale con il dolore fisico. Vorrei spaccare tutto. Appoggio per terra la sedia che avevo sollevato solo perché mia moglie mi sta guardando in cagnesco.
— Che succede?
Le mostro il cellulare. Scoppio a piangere e lei mi abbraccia.
— Perché proprio a me? Cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?
Mia moglie mi passa un fazzoletto per asciugarmi gli occhi e mi consola con delle carezze.
— Magari li chiamo e mi spiegano che si sono sbagliati.
Mia moglie scuote la testa.
— Invece di starmene qui ad attendere la mia fine, potrei andarci incontro. Forse troviamo una soluzione…
— No, caro. Bisogna aspettare ormai.
— Non può essere. Perché è successo proprio adesso. So che prima o poi deve succedere, ma non proprio ora. No. Potrei chiedere di posticipare?
Mia moglie mi stringe al petto e io soffoco le mie grida di disperazione sulla sua maglietta.
— Se sopravviverò a tutto questo, giuro che non farò più lo stesso errore. Passeremo più tempo assieme. Faremo un sacco di cose. Porterò fuori te e i bambini più spesso. Non ci chiuderemo in casa. Cucinerò per voi!
— So che lo farai…
Ora anche mia moglie non trattiene le lacrime. Non capisco se lo faccia per quello che sta succedendo o per le mie limitate capacità culinarie. Meglio non chiedere. Se non ricevessi la risposta voluta sarebbe un altro duro colpo da assorbire. Preferisco restare nel dubbio. Preferisco rimanere nella mia inutilità. Sono solo un uomo. Sono solo un involucro vuoto. Il tempo mi sta consumando: a ogni minuto che passa perdo peso, la mia forma svanisce. Tra poco sarò una carcassa senza speranza e senza vita. Nulla ha più senso ormai. Anche mia moglie se ne va in salotto dai bambini e mi lascia solo. Non posso biasimarla: nessuno potrebbe sopportare la mia presenza. Non riesco a farlo nemmeno io. Dovrei farla finita prima che si arrivi alla conclusione di questa faccenda.
Oh se solo non fosse andata così. Se solo non fosse successo proprio oggi. Vorrei poter tornare indietro nel tempo e fare altre scelte, ma non posso. Ormai non c’è più niente da fare. Non so quanto resisterò ancora. In fondo è giusto così. Siamo il frutto delle azioni che compiamo e del caso che interviene a nostra insaputa sopra le nostre teste. Siamo solo una molecola d’acqua nell’oceano del mondo. Non mi resta che accettare che sia andata così. Non posso far altro che guardarmi all’indietro ed essere grato per tutto quello che ho avuto: la salute, la famiglia, un pasto caldo da portare a tavola.
Ora mi siedo per terra, nell’angolo della cucina e aspetto. Aspetto che arrivi il mio momento. Il messaggio sul cellulare dice che sarà a breve.
Non riesco neanche più a piangere. Meglio così. Non avrebbe nessuno scopo. Aspetto in silenzio, mentre sento i miei figli giocare con gioia nell’altra stanza.
Abbasso lo sguardo verso il pavimento e in quel momento succede quello che non ti aspetti: squilla il citofono.
Alzo la testa. Nei miei occhi si dipinge un velo di speranza. L’angolo della bocca accenna un sorriso. Vado ad aprire alla porta: è lui. È arrivato. Incredibile. Non so se abbracciarlo felice o se insultarlo arrabbiato. Faccio una strana via di mezzo. Mi ricompongo e lo ringrazio comunque perché so che non è colpa sua. Prendo quello che ha da darmi e poi chiudo la porta.
La cena è salva. La pizza calda è sulla tavola. Dopo 45 minuti di ritardo sulla mia consegna il rider di Foodora è di nuovo in strada, pronto per una nuova avventura.
 
E voi direte: e chi se ne frega del ritardo della tua cena? Beh, non prendetevela con me, non è colpa mia… io vi avevo avvisati: rileggete il titolo della rubrica, per piacere!

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