mercoledì 4 luglio 2018

HORROR ALL’ITALIANA – Il mondiale

È notte. Fuori fa freddo. Fulmini squarciano il cielo. I lampi illuminano la città e i tuoni spaccano i timpani. La pioggia cade fitta e bagna le coscienze della gente. A parte il temporale tutto tace.
Un uomo baffuto, in canottiera bianca sporca di sugo e sigaretta in bocca è seduto comodamente davanti alla televisione. Distende comodamente le gambe sul pouf, appoggia abilmente la birra tra i rotoli della pancia e sbocconcella una bella fetta di pizza. Telecomando e posacenere sono a portata di mano. La moglie è fuori con le amiche. Tutto è perfetto per la sua serata. Oggi c’è la partita dell’Italia in tivù. Ci sono gli ottavi di finale contro il Brasile… sì, sempre loro, quelli che ci battono sempre o quasi sempre. Questa volta però non perderemo. L’uomo ne è convinto… e invece perdiamo: 3-0, senza storia! «Nooo!» L’uomo paffuto si risveglia sul divano in un bagno di sudore. Per fortuna era solo un sogno. In realtà il giorno precedente abbiamo battuto il Suriname ai rigori (ce ne sono voluti dodici… Baggio ha sbagliato il primo ma ha segnato il secondo decisivo) e stasera siamo ai quarti contro la Francia. Quanti ricordi… ricordi di vittorie esaltanti ma soprattutto di cocenti sconfitte. Oggi però è un altro giorno e questa una nuova partita. L’uomo in canottiera bianca sporca di sugo lo sa bene questo. Vinciamo infatti uno a zero con un gioco da calcio champagne. Siamo ormai nell’ultimo dei tre minuti di recupero ma i francesi ci fanno due gol nel quarto minuto di recupero che era stato aggiunto perché Materazzi ha perso troppo tempo fingendo un infortunio al petto. Abbiamo perso. «Nooo!» L’uomo grassottello si risveglia sul divano in un bagno di sudore. Per fortuna era solo un sogno. In realtà il giorno precedente abbiamo vinto contro l’Andorra con un gol in fuorigioco viziato da un fallo enorme non visto dall’arbitro. Siamo dunque in semifinale. Stasera ci tocca l’Argentina. Ci brucia ancora quella sconfitta in casa nel mondiale del ’90. È tempo di vendetta! L’uomo appoggia il pezzo di pizza e si gratta le palle per scaramanzia. No, la vendetta è posticipata: l’Argentina ci batte con due gol di scarto… entrambi di mano. «Nooo!» L’uomo baffuto si risveglia sul divano in un bagno di sudore. Per fortuna era solo un sogno. In realtà il giorno precedente abbiamo sconfitto le Cayman a tavolino e siamo in finale della coppa del Mondo contro l’odiatissima Germania. La battiamo sempre… quasi sempre (e qui parte un’altra toccatina). Ai tedeschi rode sempre… quasi sempre? No, no, a loro rode proprio sempre. L’uomo se la ride compiaciuto. Ora però basta chiacchiere e passiamo alla telecronaca della partita. I tedeschi hanno fatto catenaccio per tutta la gara, mentre l’Italia ha attaccato tutto il tempo. Abbiamo fallito un rigore, colpito due pali, una traversa e ci sono stati tre salvataggi miracolosi sulla linea della porta avversaria. Siamo ancora zero a zero anche dopo i tempi supplementari. Manca un minuto alla fine. La prospettiva di un finale ai calci di rigore è sempre più vicina. L’uomo ha già chiamato l’ambulanza e ha preparato il defibrillatore accanto alle sigarette e alla birra in maniera precauzionale. Ora c’è un lancio lungo della retroguardia crucca, i nostri difensori lisciano la palla che viene agguantata da un attaccante avversario che s’invola in aria. A tu per tu col portiere si butta a pesce e invoca un rigore assolutamente inesistente. Si sente il fischio dell’arbitro. Deve essere sicuramente ammonizione per simulazione, pensa l’uomo ormai alticcio e satollo. L’arbitro invece concede incredibilmente la punizione estrema dagli undici metri. Il portiere è espulso. L’Italia ha terminato i cambi e in porta ci va l’allenatore anzianotto. L’attaccante della Germania va sul dischetto. Prende una lunga rincorsa con passetti piccoli a mo’ di papera e parte col suo tiro… a cucchiaio che beffa l’improvvisato portiere italiano. La partita finisce lì: la Germania è campione del mondo… campione del mondo… campione del mondo! Impietrito, seduto sul divano l’uomo urla disperato: «Nooo!» L’uomo affannato si risveglia sul divano in un bagno di sudore. Per fortuna era solo un sogno. In realtà non è il giorno della finale. Va tutto bene: l’Italia è come sempre in preda allo sbando politico e culturale, alla corruzione in ogni settore professionale, alla squallida polarizzazione dell’opinione pubblica, ai beceri populismi e perbenismi da quattro soldi e ovviamente alla tanto cara prostituzione televisiva legalizzata. L’uomo arrapato tira un sospiro di sollievo: per fortuna è tutto come si aspettava e sperava. È tutto tranquillo e sotto controllo. Oggi è un giorno bellissimo: iniziano i mondiali e subito dopo l’uomo si godrà le meritate vacanze al mare. Oggi è il 14 giugno… 2018. Hm, aspetta un momento… anno 2018? Oddio, quindi l’Italia non si è qualificata per questo mondiale! «Nooo!» 

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