venerdì 28 novembre 2025

ITALIENAREN – Buchi nell’acqua

Quattordici isole ufficiali, circa 24 000 stimate, un numero incalcolabile di laghi, un-numero-inventato-ma-grande-grandissimo-di metri cubi d’acqua, spiagge di sabbia e di sassetti di ogni tipo, scogliere per i tuffi… eppure a Stoccolma non si può nuotare. Sembra un paradosso ma non lo è.
Non è che sia fisicamente impossibile, ma diventa difficile farlo in pratica, in maniera più controllata e sicura. In questo periodo molte piscine comunali di Stoccolma e dei comuni limitrofi vengono chiuse temporaneamente per andare sotto i ferri per essere rinnovate oppure chiuse definitivamente per decisioni politiche. Eriksdalasbadet – la piscina principale della città, l’arteria pulsante del nuoto stoccolmese – ha subito vari interventi di ristrutturazione (sacrosanti e necessari, prima che venisse soprannominata Eriksdals-bidet) e diverse parti sono state chiuse al pubblico[1]. Sorte simile ma con pena più aspra in quanto tutto lo stabile è rimasto o sarà chiuso, è toccata alle piscine a nord (Sollentuna sim- och sporthall)[2], sud (Vårby simhall)[3], ovest (Vällingby simhall)[4] e mancherebbe solo est per completare la canzone amarcord degli 883. Da maggio 2026 si aggiungerà anche la dolorosa perdita della piscina di Kungsholmen. La polizia, proprietaria dello stabile, non rinnoverà la licenza al comune e se prima mandava tutti al fresco – Kronobergsbadet è nota per avere acqua molto fredda – a breve staranno tutti all’asciutto[5].
Grazie a queste scelte che appaiono un po’ all’acqua di rose, da domani si starà stretti se si vuole praticare questa disciplina sportiva. Non che ora si stia larghi. Chiunque sia andato a nuotare prima o dopo l’orario lavoro canonico ha sicuramente provato la brutta sensazione di sentirsi in una tonnara, dove toccare i piedi degli utenti davanti e farsi solleticare da quelli dietro è come bere un bicchier d’acqua. Se ora si bestemmia per la diseguaglianza nella divisione delle corsie, dove solo mezza è dedicata a chi vuole nuotare con un certo ritmo e tutte le altre dodici al pensionistico motionsim, in futuro si dovrà sgomitare anche per avere un posto a sedere a bordo vasca in attesa del proprio turno in acqua. La mancanza di piscine disponibili non sarà solo un problema per gli appassionati dello sport e per la salute psicofisica della popolazione, ma influenzerà anche le scuole nuoto che saranno costrette a migrare in acque internazionali e rendendo magari più difficile l’emergere di nuove Sarah Sjöström. L’unico aspetto positivo è che gli unici funghi che si diffonderanno saranno quelli dei boschi e dei piatti di cucina e un po’ meno quelli nei piedi rigorosamente privi di ciabatte degli svedesi.
L’amara verità però è che a chi vorrà mantenere viva l’attività fisica non resterà altro che cambiare sport e darsi all’ippica.

[1] https://motionera.stockholm/trana-gymma-simma/eriksdalsbadet/#:~:text=Det%20p%C3%A5g%C3%A5r%20underh%C3%A5llsarbeten%20p%C3%A5%20Eriksdalsbadet,%C3%84ventyrsbadet%3A%20juni%202025%E2%80%93januari%202026
[2] https://www.skab.se/fastigheter-och-projekt/byggprojekt/sollentuna-simhall
[3] https://www.huddinge.se/fritid-natur-och-kultur/motion-och-idrott/simhallar-huddinge/varby-simhall-renoveras/
[4] https://vaxer.stockholm/projekt/vallingby/renovering-av-vallingby-sim--och-idrottshall/
[5]
https://motionera.stockholm/trana-gymma-simma/kronobergsbadet/stangning/

mercoledì 5 novembre 2025

ITALIENAREN – Giochino autunnale

Se fai meno di 100 punti sei vivo.
Semplice.
Arrivi, le porte si aprono, entri, le porte si chiudono, ti siedi e aspetti il tuo turno. Basta guardarsi attorno, fare meno punti possibile, stare sotto il 100 e rimanere vivo. Sembra facile, ma non lo è.
Se ti volti a destra e a sinistra e incroci lo sguardo di un altro concorrente disarmato come te è un buon segno. Rimani a zero.
Trovi una persona che sta leggendo un libro? Vai a complimentarti ma poi però segna 1 punto.
Se trovi un individuo che dorme o che riposa con gli occhi chiusi, prendi 2 punti.
Se qualcuno attorno a te sta parlando con un altro essere umano – i neonati e i cani non contano – non male, ma attenzione, guadagni 3 punti. Se lo fa al telefono, le regole sono più ferree e si aggiungono 4 punti.
Un passeggero ascolta musica o un podcast con gli auricolari? I punti da sommare sono 5. Bisogna dare il beneficio del dubbio e supporre che la musica o gli argomenti trattati siano interessanti, ma se per qualche motivo scopri che ascolta musica trap, hai perso. Insindacabile.
Ora il gioco si fa sempre più duro quando arriva l’inevitabile schermo che tutto vede e tutto controlla. Appena scovi un essere umano che guarda il cellulare per un periodo di tempo limitato, magari solo per controllare l’ora o per verificare se il suono che ha sentito era quello dei suoi messaggi, ma poi rimette via l’aggeggio infernale in tasca o nella borsetta, ti salvi con solo 6 punti. Se lo vedi pigiare con foga sui tasti in un comportamento di apparente comunicazione interpersonale a distanza i punti salgono a 7.
Quando noti qualcuno attorno a te rapito dalla luce fioca del cellulare ma almeno ride, sembra preoccupato, assorto o quantomeno mostra una ben che minima parvenza di emozione residua nella sua espressione facciale, metti 8 punti in saccoccia. Ne prendi invece 9 se la persona in questione non batte ciglio o sembra fissare il vuoto nonostante il ditino continui a muoversi su e giù senza meta e senza scopo in maniera automatica.
Il treno continua a sfrecciare implacabile tra una zona e l’altra della città. Vecchia gente scende, nuova gente sale. Il gioco continua inesorabile. Pensavi di esserti salvato, ma arrivano i bonus combinazione: musica nelle orecchie più sonnellino fa 5 + 2; deprivazione sensoriale visiva e uditiva in contemporanea fa 5 + 6. Il gioco è spietato.
Infine il colpo finale: se scopri che uno dei tuoi vicini di posto sta giocando a Candy Crush Saga o addirittura a qualcosa di più stupido, i punti sono 15. Pesante!
La tua meta si sta avvicinando. Con lo sguardo hai incrociato circa una ventina di persone sedute e una decina in piedi. È il momento di eseguire il calcolo finale. Fai la conta che ti separa dall’essere o non essere vivo. Segna bene tutti i punti accumulati.
Ne hai fatti 99? Bene, non sei finito in uno scompartimento di zombi tecnologici. Sei vivo. Vai subito a scriverlo su tutti i social... oh no, hai il cellulare in mano. Avevi ancora un piede nel vagone della metropolitana e hai appena aggiunto 6 punti al pallottoliere del giochino. Hai sballato.
Sei un non-vivo!