giovedì 8 aprile 2021

PISSICOLOGIA – Hai paura del buio?

La porta dell’ignoto si spalanca davanti ai due esploratori impauriti. Si apre l’oblio ai loro piedi. Davanti a loro il buio completo. Ora i due vedono il baratro. Lungo il percorso che conduce verso l’oscurità si presenta una scelta. Una scelta importante.
«C’è qualcosa che non va, Sigismondo. Vacci tu prima.»
«Eh, no. Abbiamo fatto pari e dispari e hai perso. Vai tu.»
«Ma tu hai barato.»
«Ma che barato.» Sigismondo dà quasi una spinta in avanti a Carlo Gustavo. «Abbiamo buttato i numeri due volte. Ho vinto sempre io.»
«Dobbiamo almeno fare al meglio di cinque.»
«Ma smettila. Sii uomo!»
«Proprio perché sono un essere umano, ho paura!»
«Certo che hai paura. È normale avere paura di quello che non conosciamo.»
«Mi batte forte il cuore, ho il respiro affannato, mi tremano le gambe. Non capisco perché…»
«Oh, ma sei duro di comprendonio, eh!» Sigismondo sbuffa. «Te lo rispiego. La paura è una reazione del nostro cervello a una situazione di pericolo: aumenta il battito cardiaco, la frequenza respiratoria, la sudorazione, la tensione muscolare. Tutti chiari segni che ci stiamo per preparare alla lotta o alla fuga da un pericolo.»
«E tutti i pensieri negativi, allora?»
«Indovina un po’?» Sigismondo alza e abbassa le sopracciglia un paio di volte. «Ci sono serviti a sopravvivere.»
Carlo Gustavo scuote la testa. «Non iniziare con questa storia. Non ora. Ti prego.»
«È così. Immagina due uomini della Preistoria davanti a una grotta buia e sinistra. Uno pensa che ci sia una belva feroce dentro e non ci entra. L’altro va dentro a controllare. Chi credi che abbia avuto più chance di sopravvivere e portare avanti i suoi geni?»
«Tuo nonno!» Carlo Gustavo scherza per sdrammatizzare.
«Esatto:» Sigismondo risponde seriamente sorprendendo l’amico «Hai indovinato! Era anche tuo nonno, a dire il vero. Quindi, nostro bisnonno… no scusa, nostro bis-bis-bis-bis-bis-bis-»
«Sì, sì, ho capito» Taglia corto Carlo Gustavo. «Ma scusa, dopo tutta la storiella che mi hai raccontato sugli uomini delle caverne, perché dovrei andarci io e non tu?»
«Uff…» Sigismondo sbuffa.
«Rispondi, per favore. La mia è una domanda legittima.»
Sigismondo guarda l’amico con fermezza. «Perché è la tua cantina. Non la mia. Ma La vera domande è: perché è così buia?»
«Hm... ho paura di essermi dimenticato di cambiare la lampadina rotta.»

mercoledì 24 marzo 2021

PISSICOLOGIA – Quella cosa brutta

«Ti dico che ci serve!»
«No, non ci serve!»
«Ti dico di sì!» Insiste Sigismondo. «Ci è servita per sopravvivere e ci serve ancora.»
«Ancora con questa storia?» Carlo Gustavo si spazientisce. «Non siamo più nel Paleolitico.»
«La nostra società no, ma il nostro cervello è rimasto là.»
«Quindi mi stai dicendo che non ci si può liberare dell’ansia perché altrimenti moriremmo?» Sigismondo annuisce sorridendo, ma l’amico lo guarda perplesso. «Mai sentito niente di più stupido. È come se… che ne so, mi facesse bene preoccuparmi per un esame imminente, per un nuovo neo che trovo sulla pelle, che mi fermi la polizia se corro troppo, che quello che faccio possa non essere accettato dagli altri, per un cane che abbaia, che…»
«Sì. Sì. Sì. E ancora sì.» Sigismondo si batte i pugni sulle cosce. «Quell’ansia ti aiuta a studiare, a prenotare una visita medica, a evitare una multa, a seguire le regole della società, a prepararti a scappare.»
«Non ha senso. L’ansia e le preoccupazioni non fanno bene. Nessuno sta bene quando ha l’ansia.»
«E invece a volte fa bene.» Sigismondo ci pensa. «Si potrebbe dire che c’è l’ansia “buona” e l’ansia “cattiva”, le preoccupazioni produttive e quelle controproduttive. È quando ti agiti troppo e quando le lasci prendere il sopravvento che perdi il controllo e l’ansia non ti aiuta più. Credimi: un po’ d’ansia fa bene!»
«Sarà anche così, ma io l’ansia proprio non la voglio. Punto.»
«Ma non puoi non volerla. Ci sarà sempre. Immagina di avere la possibilità di volare con un palloncino gigante pieno d’aria. Legati ai piedi, però, hai dei pesi di piombo che ti tengono a terra. Ti affanni di slegare la corda ma nonostante tutti gli sforzi non riesci a staccarli. Che bella situazione, vero? A quel punto puoi decidere se restare a terra e sfinirti cercando di liberarti i piedi oppure...»
«Oppure? Vai al dunque. Stanno tornando.»
«Oppure decidere di soffiare di più nel palloncino e aspettare che il vento ti faccia volare via.»
«Cosa vuoi dire con questo?» Carlo Gustavo guarda Sigismondo seduto sul sedile passeggero.
«Voglio dire: soffia, soffia, caro mio!»
Carlo Gustavo comincia a soffiare nell’alcolimetro, Sigismondo ride a crepapelle.
«Che è questa confusione?» Interviene l’agente della polizia stradale che ha fermato l’auto di Carlo Gustavo «La smetta di ridere, che poi facciamo soffiare anche a lei!»

martedì 16 marzo 2021

PISSICOLOGIA – Pensa positivo

«Sono davvero stufo di sentirmelo dire!» dice Sigismondo raggiungendo il suo amico.
«Ti vedo irritato. Di che parli?» risponde pacato Carlo Gustavo.
«Pensa positivo!» sbuffa Sigismondo «Ma ti rendi conto?»
«Cosa?» I due continuano a chiacchierare lungo il sentiero.
«Come se potessi smettere di pensare alle mie preoccupazioni e potessi scegliere di pensare positivo. Assurdo»
«Stai tranquillo, dai, Sigismondo» lo calma Carlo Gustavo «So come va a finire quando inizi così…»
«È una maledetta trappola: ci provi, ti sforzi, non ci riesci (ovviamente) e poi ti senti una cacca per non esserci riuscito. Conseguenza: hai ancora più pensieri negativi di prima.»
«È solo un modo di dire…»
«Bisogna pensare realisticamente: vedere sia i lati negativi sia quelli positivi delle cose e agire di conseguenza.» Sigismondo s’infervora. «Se c’è qualcosa che non va, si prova a cambiarlo. Non si può negare che non esista il lato negativo. Ma non per questo bisogna arrendersi ad esso. Lo si affronta e lo si vince. È come se…»
«Come se?» Carlo Gustavo riempie una pausa di silenzio e si sistema i capelli mossi dal vento.
«Cercavo la metafora giusta. Lasciami pensare. Non posso pensare positivo, ma potrò almeno pensare?» Carlo Gustavo alza gli occhi al cielo. «È come se pedalando in bici, stai per andare a sbattere contro un albero e invece di spostarti, ti metti a pensare che tanto non ti succederà niente, che tutto andrà bene, che sarà l’albero a spostarsi, che non c’è motivo di preoccuparsi perché tu sei un inguaribile ottimista!»
«Metafora calzante» ammette Carlo Gustavo, complimentandosi con l’amico.
«E alla fine che succede?» Carlo Gustavo alza le spalle. «Vai a sbattere contro l’albero. Ovvio!» Sigismondo si è innervosito e sta perdendo il controllo. «Pensa positivo… che cazzata! Se becco quello stronzo che ha detto sta cosa, giuro che lo strozzo con le mie stess…»
«Stop Sigismondo…»
«No, no. Quello che va detto, va detto! Non si può essere così coglioni da pensare che…»
«Attento Sigismondo…»
«Eh che palle, il solito perbenista: fosse per te non si potrebbe mai dire nien...»
«Frenaaaa, cretino!» Carlo Gustavo svolta e continua a pedalare seguendo il percorso.
Sigismondo finisce invece con la sua bici contro il muretto. Si è distratto troppo a parlare con l’amico. La bicicletta è distrutta e lui si è fatto un bernoccolo in testa, ma almeno si riprenderà presto… se proprio vogliamo vederne il lato positivo.

martedì 16 febbraio 2021

PROMOZIONE – Mi pubblicano… a puntate (2)

"Il lavoratore", giornale della Federazione delle Associazioni Italiane in Svezia (FAIS) continua a pubblicare alcuni racconti presi dalla mia serie "Horror all'italiana".

Ecco “Il giorno dei vivi morenti” da Il lavoratore nr 5/2020.
È un numero dell’anno scorso… mi era quasi sfuggito.
 
Sì, lo so, questo pezzo potrebbe tranquillamente stare nella rubrica “Kissenefrega”… prendetelo come una sottocategoria letteraria!




venerdì 5 febbraio 2021

GIOCHI DI SOCIETÀ – Sciarade 2.0 (21)

Hai presente quando qualcuno cerca di mimare una parola o una frase e il popolo deve indovinare? Sì? Bene, allora mettiamo subito in gioco il nostro futuro. È semplice: meno si capisce meglio è.
Prima ci prova un epidemiologo: normalità non prima dell’estate del 2022. Cosa? Devo aver capito male.
Allora ci prova un politico che a gesticolare ci sa fare: prestissimo ci sarà l’immunità di gregge. Quanto presto? Autunno 2020, ma siamo già nel 2021!
Ora è il turno di un virologo che mostra numeri con le mani: il vaccino funziona al 70%! No, scusa. Funziona al 90%? No, al 70,9%... boh!
Poi ci prova un farmacista: 4 milioni di dose comprate, 3 consegnate, 2 perse, 1 non funzionante… un conto alla rovescia che non torna.
Infine ci prova un ristoratore che si sbraccia: il virus non è mai esistito, è un complotto! Cosa? Cosa? Cosa? Ah… non stava giocando, stava solo parlando al telefono di qualcos’altro e si era infervorato. Mi ero preoccupato: anche se mimate, certe minchiate non si possono proprio sentire!

mercoledì 3 febbraio 2021

GIOCHI DI SOCIETÀ – How to train your Draghi

Film di fantasia e (ri)animazione del 2021 ambientato nel mondo italico che racconta le vicissitudini di un gracile ragazzo di 79 anni, Mattarella, che fatica ad ambientarsi e a dimostrare il suo valore in qualità di formatore di governi (occupazione principale di ogni politico italico). Durante un’ennesima crisi di governo, Mattarella riesce a catturare un Draghi della categoria Biccie. Riuscirà la loro segreta collaborazione a salvare il mondo italico dal sempre più inevitabile collasso e dalla furia vendicativa del consiglio dei popoli barbari che rivorrebbe indietro i dobloni rubati?

martedì 2 febbraio 2021

GIOCHI DI SOCIETÀ – E mo’ so scacchi amari

Ti eri preparato da un anno e ormai conoscevi tutte le sue aperture. Credevi di aver ormai previsto tutte le sue mosse e i tuoi spostamenti futuri. Avevi isolato tutti i pedoni e sciolto le briglie ai cavalli. Eri convinto di avere l’avversario in scacco e gongolavi dall’alto della tua torre.
Ti eri preparato alla partita finale, ormai vaccinato al pericolo. Avevi fatto tutto il possibile, sopportando l’impossibile. E quando arriva il momento dell’apertura scopri che è arrivata la variante inglese, più rapida… e poi addirittura quella sudafricana, più letale.
E se ci si fida di quello che si dice in giro nei circoli di tutto il mondo sull’efficacia di queste varianti, allora "Dio salvi la Regina" perché ora sono davvero scacchi amari per tutti.